iWorld. Rassegna di Musiche Attuali, Auditorium Parco della Musica, Roma, 5-6 Febbraio 2016

Nell’arco di cinque anni di attività, Blogfoolk ha sostenuto, come media partner, numerose rassegne, premi e festival nazionali ed internazionali in ambito world, trad e non solo, perseguendo l’obiettivo non solo di raccontare sul campo i vari eventi, ma anche di sostenere e valorizzare le diverse realtà che opera nella musica. Da agitatori culturali militanti, lo scorso anno abbiamo promosso il tavolo di lavoro “Scrivere La Tradizione. Lo stato dell’arte sulla ricerca nella musica tradizionale italiana” nel corso degli Stati Generali della Musica, organizzati dal M.E.I e che, oltre a fornire un piccolo ma determinate contributo per la futura legislazione sulla musica, rappresentò l’occasione per dar vita ad un confronto tra la critica musicale, il mondo accademico ed alcuni operatori culturali sugli sviluppi degli studi sulla musica popolare italiana. Quest’anno abbiamo cercato di compiere un ulteriore passo in avanti, collaborando alla realizzazione di iWorld. Rassegna di Musiche Attuali, organizzata da iCompany e Musica per Roma, nei giorni 5 e 6 febbraio presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, e promuovendo in parallelo, insieme a SquiLibri Editore, un ricco programma di eventi pomeridiani collaterali, con l’obiettivo di proporre un focus sulla world music in Italia, partendo dalla calzante e, senza dubbio, più efficace definizione francese di musique actuelle. Una scena musicale in costante fermento nella nostra penisola che, negli anni, ha proposto sorprendenti sperimentazioni ed attraversamenti sonori le cui radici affondando nella musica tradizionale italiana, per aprirsi a contaminazioni di ritmi, linguaggi sonori e forme musicali contemporanee, dando vita ad un universo sonoro che sfugge ad ogni definizione, ma che nella trova la sua essenza nell’identità territoriale e nella sua riattualizzazione, come elemento di continuità tra passato, presente e futuro.
Se, dunque, lo scorso anno, nel corso del tavolo di lavoro per gli Stati Generali della Musica, avevamo cercato di porre in luce lo stato dell’arte nella ricerca sulla musica tradizionale italiana, facendo emergere anche alcune proposte programmatiche per la sua tutela, dando il nostro sostegno ad iWorld abbiamo voluto rivolgere la nostra attenzione verso quel genere musicale che da essa trae linfa vitale e ne rappresenta in qualche modo la continuità nel tempo. In questo senso va letta la scelta di aprire gli eventi pomeridiani del 5 febbraio, ospitati nella splendida cornice del MUSA – Museo degli Strumenti Musicali dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con la presentazione del volume “Musiche Tradizionali dell’Umbria. Le registrazioni di Diego Carpitella e Tullio Seppilli (1956)”, un’opera di grande interesse storico e scientifico, della quale hanno discusso Maurizio Agamennone, Piero Arcangeli e Sandro Portelli con la partecipazione di Lucilla Galeazzi, la quale ha interpretato alcuni canti tradizionali dell’Umbria tra cui una splendida versione della pasquella “Gesù mio son preparato” a due voci con Susanna Buffa. A seguire si è tenuto lo showcase della cantante e ricercatrice francese Sylvie Genovese che ha presentato il suo nuovo album “Corde Migranti”, proponendo alcuni brani e raccontandone la loro genesi. La rassegna si è spostata poi sul palco della Sala Petrassi per i concerti serali, condotti da Valerio Corzani ed aperti dal set di Giuliano Gabriele, vincitore del Premio Andrea Parodi 2015, il quale ha proposto insieme a suo ensemble una selezione di brani tratti dal suo ultimo disco “Madre”, tra cui spicca la splendida “Lettera della Francia”.
Curiosa ed originale, è stata la scelta del polistrumentista laziale di salire sul palco, insieme ai suoi musicisti, indossando maschere tradizionali legate al Carnevale e provenienti da diverse regioni italiane, così come particolarmente originali ci sono sembrati alcuni arrangiamenti dove a spiccare era l’intreccio tra suoni della tradizione ed il rock. La serata è entrata nel vivo con l’applauditissima esibizione del Canzoniere Grecanico Salentino che ha proposto un set intensissimo nel corso del quale hanno eseguito alcuni estratti dall’ultimo disco “Quaranta”. Il talento di Mauro Durante al violino, la voce intensa di Alessia Tondo, il ritmo incessante del tamburo a cornice di Giancarlo Paglialunga, l’eleganza strumentale dell’organetto di Massimiliano Morabito e del bouzuki di Emanuele Licci, e la danza travolgente di Silvia Perrone, rappresentano le eccellenze di un organico di livello ormai internazionale, ma dalle radici ben salde nella tradizione salentina di cui si sono fatti non semplicemente interpreti ma continuatori, riattualizzandone e ricontestualizzandone sonorità e temi. La dimostrazione di tutto ciò arriva da brani come la struggente “Solo Andata” su testo di Erri De Luca, ma soprattutto dalla travolgente e liberatoria pizzica finale suonata in cerchio da tutti i musicisti quasi ad evocare i suonatori delle tarantate. Al termine dell’esibizione si è tenuta, poi, la consegna alla formazione salentina del premio “Blogfoolk Choice/M.E.I.” come miglior disco dell’anno world music, selezionato dalla nostra testata. Per la chiusura dal Salento si ci sposta in Basilicata con i Tarantolati di Tricarico, energico e corposo ensemble che ha proposto una selezione di brani dal loro quarantennale repertorio, mettendo in fila composizioni originali e tradizionali.
La giornata del 6 febbraio si è aperta con il workshop “Dalle registrazioni storiche alle musiche attuali” nel quale la nostra testata è stata nuovamente protagonista, moderando e stimolando il dibattito con Maurizio Agamennone, Vincenzo Santoro e Valerio Corzani, i quali hanno dialogato sull’importanza delle incisioni storiche, come base di partenza per la rielaborazione di nuove composizioni, una linfa vitale importantissima dal punto di vista creativo, alla quale è necessario fare riferimento non solo storicamente, ma anche sotto il profilo sostanziale. Esempio di uso consapevole della tradizione è certamente quello di Giuseppe “Spedino” Moffa, polistrumentista e cantautore molisano, che al termine del dibattito ha presentato in un imperdibile showcase il suo ultimo album “Terribilmente Demodè”, accompagnato da Alessandro D’Alessandro all’organetto e da Gian Michele Montanaro al bufù. Il programma serale si è aperto con l’intensa esibizione della cantante italo-greca Marina Mulopulos che, accompagnata da Paolo Del Vecchio al bouzuki e da Luca Urciuolo alla fisarmonica e alle tastiere, ha presentato il suo recente album “Distichòs”, proponendone alcuni estratti come la splendida “Elpìzo”, e qualche bella sorpresa come la rilettura di “Cogli la mia rosa d’amore” di Rino Gaetano. Il vertice della serata è arrivato con la travolgente esibizione dell’Ottetto dell’Orchestra di Piazza Vittorio che ha regalato al pubblico un viaggio attraverso le sonorità plurali che hanno caratterizzato il loro percorso musicale mescolando l’eleganza del jazz, con i ritmi africani, le sonorità del Nord Africa e suggestioni latin, con brani come “Ena”, “Ia, Ia Polizia” e “Tal Tal”. In chiusura è arrivato il set di Mimmo Cavallaro, il quale ha condotto il pubblico nel cuore della tradizione calabrese con brani come la struggente “Stilla Lucenti”, il canto d’amore “Parrami Di Lu Suli”, la poetica “Hjuri di hjumari” e il trascinante invito al ballo di “Comu Si Gira, Comu Si Balla”. La folta partecipazione di pubblico tanto agli eventi pomeridiani, quanto a quelli serali, hanno sugellato il successo di iWorld, rassegna dalla formula nuova, nel quale alla musica si è affiancato l’approfondimento critico. 



Salvatore Esposito