Francesco Camattini – Solo vero sentire (Egea, 2015)

Insegnante di liceo per professione e cantautore per passione, Francesco Camattini vanta un lungo percorso artistico cominciato nel 1998 con l’album di debutto “Le Nuove Stagioni”, e caratterizzato da cinque dischi e numerosi progetti come l’omaggio a Boris Vian per la Fondazione Teatro Due di Parma in occasione del cinquantesimo della morte dell’artista nel 2009, la trilogia per il teatro (“Opera PoPolare Interinale”, “In Carne & Wireless” e “Crazy Crisi”) dedicata al precariato e alla crisi della postmodernità, e lo spettacolo “La terra della e degli uomini integri”, ispirato alla vita e ai discorsi di Thomas Sankara, primo presidente del Burkina Faso. A quattro anni dalla pubblicazione del suo ultimo disco in studio, Camattini torna con “Solo vero sentire”, sesto album in carriera, nel quale ha raccolto sette brani autografi, incisi presso lo storico studio Bunker di Rubiera (Re) con la partecipazione di un eccellente cast di strumentisti composto da: Matteo Mela (chitarra classica), Roberto Bonati (contrabbasso), Alessandro Sgobbio (pianoforte), Gregorio Buti (violoncello), Nicole Brandini (basso) e Edoardo Ponzi (batteria e percussioni). L’ascolto svela un disco di grande spessore poetico, le cui liriche affondano le radici nelle parole di poeti come Nazim Hikmet, Derek Walcott, Marina Cvetaeva e Ivo Andrić, “…minuscoli frammenti poetici di grandi artisti si sono moltiplicati, come per gemmazione disordinata” scrive il cantautore emiliano nelle liner notes, “e sono divenuti immagini, creature autonome che hanno dato vita ad altrettante canzoni”. Emerge, così, tutta l’originalità del songwriting di Camattini, una voce poetica autentica ed ispirata, che non suona mai retorica ed adesa a stilemi già sentiti. Tutto ciò si riflette anche negli arrangiamenti, sempre eleganti e misurati, con il pianoforte e gli archi a guidare le linee melodiche. A spiccare sono, così, l’iniziale “Nulla si crea e niente si distrugge”, il cui testo è ispirato alle liriche tratte “Ex Ponto” di Ivo Andrić, la sinuosa “RiTango” in cui brilla la chitarra di Matteo Mela, e la splendida “Io Vivo Sull’Acqua”, arrangiata da Gobbio per pianoforte e quartetto d’archi, della quale colpisce la bellezza del testo ispirato ad una poesia del poeta creolo Derek Walcott. Chiude il disco una rilettura del brano tradizionale “La Pastora”, che Camattini era solito ascoltare da bambino cantata dal padre. “Solo vero sentire” è, dunque, un disco maturo, denso di poesia e pregevoli trame musicali, che non mancherà di regalare emozioni a quanti lo ascolteranno con la dovuta attenzione. 


Salvatore Esposito