Ecovanavoce – La Luna Dei Borboni (Besa/Kurumuny, 2015)

La compagnia musicale Ecovanavoce nasce nel 2004 con l’intento di proporre un originale incontro tra musica antica, tradizione popolare e sonorità contemporanee, e nel corso del suo cammino artistico ha dato vita a numerosi progetti artistici come gli spettacoli teatrali “Odisseo”, “Shahrazàd”, “La Duna e il Falcone” e i concerti “The Song of the Earth”, “Vergine Bella” e “Da Oriente a Occidente”, ed in parallelo ha realizzato sonorizzazioni per programmi televisivi (“Marco Polo”, “Il Miglio Verde”), balletti (“La Città degli Angeli”), fino a giungere nel 2008 al disco di debutto omonimo. A distanza di sette anni da quest’ultimo, tornano con un nuovo album “La Luna Dei Borboni”, nato come evoluzione dello spettacolo portato in scena negli ultimi anni, ed ispirato da “La luna dei Borboni”, raccolta di poesie del 1952 dell’indimenticato poeta salentino Vittorio Bodini (Lecce 1914 – Roma 1970), ben noto per essere stato uno dei maggiori traduttori italiani della letteratura spagnola. Si tratta di un disco che raccoglie undici liriche di Bodini intercalate da citazioni del poeta spagnolo Federico García Lorca, e musicate da Paolo Fontana, Fabio Lorenzi, Lucrezio De Seta e Alessandro Patti. Sebbene vada dato atto a Daniele Durante di aver avuto l’intuizione di aver colto la grande musicalità dei testi poetici di Vittorio Bodini con “Le Mani del Sud”, l’ensemble Ecovaunavoce sposta il confine della ricerca musicale più avanti proponendo arrangiamenti eleganti ed evocativi, in cui spicca la voce intensa di Gabriella Aiello (castagnette, tamburo a cornice). Dal punto di vista prettamente musicale a sorprendere sono le strutture musicali costruite intorno ai testi del poeta salentino, che spaziano dalle sonorità della tradizione alla musica antica, fino a toccare il jazz e la sperimentazione contemporanea. In questo senso determinante ci sembra l’apporto degli strumentisti Carlo Travierso (sassofono soprano, flauto a becco sopranino), Paolo Fontana (chitarrino rinascimentale, chitarra classica, viola da gamba, baglama), Faio Lorenzi (chitarra classica, chitarra acustica, chitarra barocca), Alessandro Patti (contrabbasso, basso elettrico), e Lucrezio De Seta (batteria, darbouka), a cui si aggiungono gli ospiti Dario Muci (voce), Massimo Ceccarelli (contrabbasso), Primiano De Biase (fisarmonica) e il quartetto d’archi Warhol String Quartet. L’ascolto ci regala perle come la sofferta “Qui non vorrei morire”, la splendida “Arancio limone mandarino” intessuta sulla trama di una tarentella, la trascinante “Un paese che si chiama Cocumola”, ed entra nel vivo con l’elegante tessuto melodico di “Non passa un sogno”, le atmosfere jazzy di “Quando riprenderei mare”, e il bel duetto tra le voci di Gabriella Aiello e Dario Muci in “Isobel”. Il vertice del disco arriva però nel finale prima con la title track nella quale spicca tutta la musicalità dei versi di Bodini e poi con la conclusiva “Un monaco vola tra gli alberi” nella quale la voce della Aiello esalta la potenza lirica del testo poetico. “La Luna Dei Borboni” è, dunque, un disco prezioso, perché attraverso la musica, rafforza il disincanto e la speranza di cui sono intrisi i versi del poeta salentino. 


Salvatore Esposito