La Piva Dal Carnér, Anno IV, Serie II, n.12, Gennaio 2016

L’apertura del numero dodici della seconda serie de “La Piva Dal Carnér” è dedicata a Febo Guizzi, etnomusicologo prematuramente scomparso lo scorso 3 dicembre, ricordato attraverso i preziosi contributi di Gianpaolo Borghi, di Bruno Grulli e di Ilario Meandri in collaborazione con Guido Raschieri che nel loro insieme ne compongono un accurato ritratto sotto il profilo scientifico, didattico ed umano. La sezione “Tribuna” con gli interventi di Ettore Castagna, del sottoscritto e di Vincenzo Santoro, riprende le tematiche affrontate nel numero precedente da Pino Gala e Giancorrado Barozzi, ampliando il raggio della discussione critica riguardo certi aspetti della danza popolare e della “Notte della Taranta”. Come di consueto, il cuore de La Piva Dal Carnér, è rappresentato dai contributi sugli strumenti areofoni, ed in questo numero prezioso è l’articolo di Fabio Paveto sul declino (a partire dagli anni ’40 del Novecento) e la successiva rinascita, in epoca più recente, de la müsa, la tradizionale cornamusa delle Quattro Province. Si prosegue con la ricca sezione Contributi con Bruno Grulli che prosegue la sua accurata indagine etno-micro-storica con la seconda parte della ricerca sul “Ballo antico nella collina reggiana” e ai loro protagonisti, corredando il tutto con alcune trascrizioni musicali effettuate da Renzo Gambarelli e Alfonso Borghi sulla base di registrazioni effettuate al magnetofono nel 1982. I giovani “sunadùr dla Bàsa” Luca Lodi e Nicholas Marturini presentano, in “Un trio eccezionale”, le trascrizioni di alcune interviste da loro realizzate lo scorso anno con Lando Vezzali, Remo Rustichelli e Lino Davoli tre anziani suonatori della Pianura Reggiana. Andrea Talmelli prosegue poi l’approfondimento sulle reciproche influenze metriche e ritmiche tra parola e musica, oltre che tra musica “colta” e musica “etnica”, cogliendo l’effettiva esistenza di quel duplice processo di “circolarità” che contraddice e vanifica l’ipotesi di ogni rigida separazione tra “alta” e “bassa”cultura. A completare il numero è la sezione conclusiva “Non Solo Folk” con la drammatica testimonianza di Bruna Montorsi, responsabile del settore istruzione ONG Bambini nel Deserto, sul recente colpo di Stato in Burkina Faso, e il prezioso lavoro di Franco Piccinini che è ha ricostruito, tramite la documentazione conservata presso il CPC dell’Archivio Centrale dello Stato, la suggestiva biografia della “disfattista e antifascista” Soncini Florinda fu Noè, originaria di Meletole. 


Salvatore Esposito