Bixiga 70 – III (Glitterbeat, 2015)

Nato nel 2010, Bixiga 70 è un collettivo composto da dieci strumentisti, provenienti dalla scena jazz e d’avanguardia di San Paolo del Brasile ed accomunati dalla passione per la musica di Fela Kuti, i quali hanno incrociato i rispettivi background musicali per dar vita ad una originale progetto artistico che li vede mescolare l’Afro-Beat con il funk americano e la cumbia colombiana, il tutto condito da echi di reggae, ritmi latin e brillanti intuizioni sonore. Dopo il grande successo riscosso lo scorso anno con “Ocupai” pubblicato dall’etichetta brasiliana Mais um Discos, il gruppo ha avuto modo di compiere diversi viaggi musicali tra l’Europa, gli Stati Uniti ed il Marocco, e questa serie di esperienze è diventata la base ispirativa che ha dato vita a “III”, il loro nuovo album. Rispetto ai due precedenti lavori discografici, pur essendo rimasto simile l’approccio a livello stilistico, questo nuovo disco vede il collettivo brasiliano spostare più avanti i confini della propria ricerca sonora. Laddove, infatti, immutata è la loro capacità di districarsi tra sonorità differenti, dando vita ad imprevedibili attraversamenti ritmi e melodici, alla collaudata ricetta sono state aggiunte nuove suggestioni sonore che spaziano dal dub arabo all’elettronica, dal carimbò all’Ethio jazz fino a toccare l’Afro-funk contemporaneo. Da non sottovalutare è stata anche la scelta registrare dal vivo in studio in presa diretta, per esaltare tanto l’aspetto improvvisativo della loro musica, quanto l’energia e la compattezza del dialogo tra i vari strumenti. La chitarra di Cris Scabello e quelle di Mauricio Fleury tracciano la linea melodica su cui si inseriscono i fiati di Cuca Ferreira (sax baritono e flauto), Daniel Noguera (sax tenore e flauto), Douglas Antunes (trombone), Daniel Gralha (tromba), il tutto supportato magistralmente dalle eclettiche percussioni di Rōmulo Nardes, e Gustàvo Cék, e dalla sezione ritmica composta da Décio 7 (batteria) e Marcelo Dworecki (basso). “III” è l’invito ad abbandonarsi ad un viaggio mozzafiato attraverso un universo sonoro in cui lasciarsi rapire da assoli ispirati, dal superbo interplay e dalle spettacolari geometrie ritmiche. Ad aprire il disco è l’evocativa “Ventania” nella quale le pulsioni Afro-Beat si sposano con bossa nova e samba, e che apre la strada a Niran in cui i riff blaxploitation si sposano perfettamente con le ritmiche Malinke della Guinea. Il basso funk che introduce la superba 100% 13, ci conduce dritto prima alla sinuosa “Di Dancer” e poi alla sperimentazione elettronica di “Machano”. Se “Martelo” con i suoi fiati esplosivi colpisce per la capacità dei Bixiga 70 di saper ricreare l’Afro-Beat in salsa latin, “Lembe” vede i suoni e i ritmi del Brasile confrontarsi con la Gnawa, ma non è tutto perché “Mil Vidas” ci riportano alla tradizione musicale sudamericana fino al crescendo onirico della conclusiva “7 Pancadas”. Insomma “III” è il disco della maturità dei Bixiga 70 e siamo certi che rappresenterà un prezioso trampolino di lancio per il loro successo su più ampia scala. 


Salvatore Esposito