mercoledì 28 ottobre 2015

Intervista con Antonio Princigalli. Medimex, tre giorni al centro della musica

Cento espositori da tutto il mondo, oltre duecento ospiti provenienti da ventisette paesi, tre giorni con quaranta concerti su cinque palchi, e poi settanta appuntamenti tra incontri d’autore, panel, case history, face to face(s) e presentazioni. Sono questi i numeri della quinta edizione del Medimex - il salone dell’innovazione musicale - promosso dalla Regione Puglia con il programma Puglia Sounds, che si terrà dal 29 al 31 ottobre a Bari, nel padiglione più all’avanguardia della Fiera del Levante. Se da un lato questa manifestazione offre un prezioso focus sulla scena musicale pugliese coinvolgendo gli operatori dell’intera regione, dall’altro si conferma come punto di riferimento per la scena musicale italiana ed internazionale. Ne abbiamo parlato con il coordinatore di Puglia Sound, Antonio Princigalli.

Quest'anno il Medimex giunge alla quinta, edizione. Come si è evoluto nel corso degli anni?
Il Medimex si è evoluto affermandosi sempre di più, nel senso che sia il mercato nazionale che quello internazionale hanno capito che questa fiera può essere un’occasione preziosa di confronto per gli operatori musicali italiani ed esteri. Si può dire che sia una realtà unica in Italia. Sin dalla prima edizione il Medimex è cresciuto costantemente nel numero di presenze di pubblico, operatori ed espositori, ma anche dal punto di vista qualitativo proponendo concerti, workshop e confronti con discografici ed organizzatori di festival.

La critica che spesso si muove al Medimex è che sostanzialmente miri a valorizzare la scena musicale pugliese. Usciamo da questo equivoco, facendo chiarezza. Medimex è molto di più perché...
Chi produce il Medimex è Puglia Sound, che è un progetto della Regione Puglia, per cui di per sé nasce come strumento per mettere in relazione la filiera della musica pugliese con quella nazionale ed internazionale. Trovo sensato che ci sia questa critica riguardo al fatto che il Medimex abbia delle preferenze per il mercato regionale, perché è la nostra mission. E’ ovvio ed evidente a tutti come, nel corso di questi anni, questa fiera si sia evoluta a tal punto da essere non solo una formidabile occasione di confronto per la scena musicale pugliese, quindi etichette, produttori e musicisti, con le altre realtà nazionali ed internazionali, ma automaticamente è diventato anche uno straordinario strumento di crescita e promozione anche per questi ultimi. Certo è normale che ci sia uno spazio alle più recenti pubblicazioni discografiche della Puglia perché è una delle linee che finanziamo con Puglia Sound Records, ma abbiamo anche altri tre palchi e altre tre sale dove ci sono tutti, da quelli che fanno gli showcase, PMI con i propri artisti, Music Raiser, Primo Maggio, operatori e case discografiche fino a buona parte dei festival e delle agenzie di questo paese, buona parte di quelle internazionali. La domanda è, dunqu, tutti questi addetti ai lavori, sarebbero venuti al Medimex se fosse stato fondamentalmente per gli artisti pugliesi? Penso che chi sollevi questi dubbi ha un deficit di informazione, perché è come dire che al Womex, appena svoltosi a Budapest e che negli altri anni si è tenuto in Spagna o Danimarca, non ci sia un palcoscenico dedicato al paese che ospita. Tutto questo è ancora più normale per noi perché non siamo una società privata ma un progetto pubblico.

Quali sono le principali novità dell'edizione 2015?
La caratteristica che rende unico il Medimex è quella di essere una manifestazione a più strati di approfondimento e di conoscenza, per cui questo significa che ci sono una serie di luoghi ed attività rivolti ai professionisti e un'altra serie di luoghi ed attività per un pubblico di appassionati, in quel caso anche con voglia e volontà di approfondimento per culture differenti. Chi vuole può seguire il panel con i CEO delle tre major per capire, secondo loro, dove va la musica, altri possono ascoltare le ultime novità proposte da PMI o da Musicraiser o ancora delle etichette più piccoline. Poi ci sono degli spazi rivolti esclusivamente ai professionisti che riguardano alle modalità di ingresso sul mercato americano o tedesco, l’anno scorso invece ci siamo occupati di quello asiatico. Il pubblico di appassionati, ma anche gli oltre dieci mila studenti delle scuole superiori, hanno la possibilità di ascoltare i grandi autori che raccontano la propria vita, ma anche quest’anno fare molte cose interattive, di ascoltare più musica, di visitare istallazioni audio e video che sono presenti in fiera. Avendo costruito il Medimex come fosse una grande città della musica abbiamo i viali, un arena, le piazze, i luoghi espositivi, i palcoscenici, per cui sarà un luogo piacevole dove trascorrere un intera giornata.

Tra le istallazioni, quella più importante è “Light Paintings” di Brian Eno…
E’ un progetto che Brian Eno sta allestendo ormai da qualche giorno qui a Bari nell’ex Teatro Margherita. Questo ci riempie di orgoglio anche perché se un grande maestro come lui decide di stare qui quasi una settimana, e allestire una parte dell’istallazione sul posto, quindi creare in diretta quello che da giovedì 29 sarà aperto al pubblico, non può che essere una bella occasione non solo per Bari ed il Medimex ma per tutti.

Entrando nel dettaglio del programma, ampio spazio sarà come sempre riservato agli eventi dedicati agli addetti ai lavori, può presentarceli?
Ci saranno una serie di workshop esplicativi condotti da YouTube su quali sono i meccanismi migliori per essere presenti su quella piattaforma, incontri per i tavoli mentoring con gli operatori statunitensi che si confronteranno con gli operatori e spiegheranno quali sono i passi da compiere per affacciarsi sul loro mercato, la stessa cosa la faremo per il mercato tedesco. Ci sono, ad esempio, alcuni focus sui festival ed in particolare a come questi con il passare degli anni riescano ad immaginare delle forme ecologiche per l’abbattimento delle emissioni, fino a ticketing. Avremo eventi dedicati al mondo dei makers, al diritto d’autore, alle tutele legali e all’uso di particolari programmai di composizione. Ci sarà anche un workshop organizzato dall’IRCAM che è un istituto francese tra i più importanti per la musica contemporanea, dedicato alle relazioni tra musica ed elettronica. 

Ricco sarà anche il cartellone dei concerti, con che criterio avete selezionato i vari artisti?
Durante la giornata, dalla mattina al tardo pomeriggio, nei padiglioni è allestito un palco per i live unplugged sul quale gli espositori hanno la possibilità di mostrare con brevi showcase le loro produzioni. Si tratta di uno spazio aperto riservato a chi entro fine luglio ci ha inviato la comunicazione per effettuare le presentazioni. I tre palchi serali, il cui accesso è aperto al pubblico ed agli operatori, è riservato ai concerti, scelti per l’80% da una selezione da parte di una commissione tra le circa trecento candidature arrivate entro giugno. Poi ci sono i due ospiti che sono Carmen Consoli e Natalie Imbruglia.

Quest'anno ospitate anche una fiera dedicata agli strumenti musicali e ai vinili, è un modo per allargare il bacino di utenza, o un ulteriore sfida per Medimex?
Non è una sfida in quanto tale, ma un aggiunta, un arricchimento. Lo scopo del Medimex è stato quello di aggiungere pezzetti di mondo collaterale con approfondimenti su musica e cinema, un altro su musica e letteratura, e così anche quello sugli strumenti musicali ed i vinili. Consideriamo la musica come una filiera, e dunque ci sta anche questo. Il pubblico che partecipa ha poi la possibilità anche di acquistare i dischi presso la Feltrinelli che nel proprio spazio ha creato un piccolo media store. L’obbiettivo è quello di far partecipare al Medimex chiunque dall’appassionato di vinile, a quello di strumenti, fino agli addetti ai lavori.

Quale sarà il futuro di Puglia Sound e del Medimex? Come crescerà questa filiera…
Non so dirlo perché tutto questo è un progetto della Regione Puglia finanziato da fondi della Comunità Europea, la cui programmazione va di sei anni in sei anni. Per cui quella del 2007-2013 che può scalare di un anno o due, finisce quest’anno e dunque la nuova giunta regionale è in fase di determinazione della nuova programmazione che sarà 2014-2020 ma che arriverà nel 2021. L’amministrazione è cambiata pochi mesi fa, vedremo come quali strumenti questo progetto possa andare avanti. 

Salvatore Esposito