Quarrata Folk Festival: intervista con il direttore artistico Riccardo Tesi

Nella splendida cornice della Villa Medicea La Magia sulle colline pistoiesi, il prossimo 26 e 27 giugno si terrà la prima edizione del Quarrata Folk Festival, il cui ricchissimo cartellone vedrà protagonisti nella prima serata Redi Hasa e Maria Mazzotta, Fanfara Tirana e Carlo Maver, mentre nella seconda si esibiranno il Duo Bottasso ed Hevia. Abbiamo intervistato il direttore artistico Riccardo Testi per farci illustrare il programma di questo interessante evento, che si candida a diventare una delle realtà più interessanti per la scena folk e world in Italia, soffermandoci non solo sui concerti, ma anche sui tanti eventi collaterali che caratterizzano il cartellone. 

Come nasce il Quarrata Folk Festival?
L’idea mi è venuta quando ho visitato per la prima volta Villa Medicea La Magia, vicino Pistoia a Quarrata, diventata recentemente patrimonio mondiale dell’UNESCO. Si tratta di un posto meraviglioso con un parco stupendo, una location mozzafiato che avevo già utilizzato come per un videoclip di “Cameristico”. Ho sempre pensato che fosse un luogo ideale per ospitare un festival, e così, con Claudia Cappellini, responsabile della cultura del Comune di Quarrata, e con Claudio Carboni,  con cui condivido da oltre vent’anni l’esperienza di Banditaliana, abbiamo pensato di sottoporre la nostra idea al sindaco di Quarrata. L’amministrazione ha risposto positivamente ed in loro abbiamo trovato grande disponibilità ed efficienza nel sostenere questo evento. Essendo il primo anno partiamo con un budget non da grandi numeri, tuttavia siamo riusciti a costruire un programma di altissimo livello con ospiti internazionali. 

In termini economici, come avete finanziato il festival?
Abbiamo un finanziamento del comune di Quarrata e quello di una serie di sponsor locali ocme Consiag Estra, Conad, Vannucci Piante, Toscana Energia, che hanno integrato il budget, rendendo possibile il festival. Chiaramente essendo l’anno zero non abbiamo avuto accesso ad altri finanziamenti pubblici. Ritengo, in ogni caso, che questo sia un ottimo inizio. 

Ci puoi presentare il programma del Festival?
Il festival si snoderà attraverso le giornate del 26 e del 27 giugno prossimi. Ad aprire il festival sarà lo straordinario duo composto da Redi Hasa e Maria Mazzotta, il cui disco di debutto “Ura”, a mio parere è uno degli album più belli uscito lo scorso anno. Si tratta di un lavoro pieno di poesia in cui spaziando dal Salento ai Balcani si assiste al dialogo tra l’Europa e l’Oriente. A riguardo mi piace segnalare la loro versione di “Ederlezi”,  semplicemente da togliere il fiato.  Siamo fieri di presentare questo bellissimo progetto in apertura del concerto di Fanfara Tirana, questa brassband albanese nata dalla Fanfara dell’Esercito Albanese e trasformatasi in breve tempo in una realtà musicale di grande successo, spopolando in tutti i festival europei grazie anche alla collaborazione con Transglobal Underground con i quali hanno inciso “Kabatronics”, considerato dalla critica uno dei dischi più belli della world music. Sono certo che sarà una grande festa perché Fanfara Tirana con l’energia tipica della musica balcanica coinvolgerà totalmente il pubblico. In conclusione, a mezzanotte, Carlo Maver, allievo del grande maestro argentino Dino Saluzzi, proporrà un concerto per bandoneon solo nella suggestiva cornice del prato della Fontana di Buren, istallazione di uno dei più gradi artisti contemporanei che è all’interno della villa. La seconda serata si aprirà con il concerto del Duo Bottasso che, sappiamo tutti essere una delle grandi promesse del folk italiano. Simone e Niccolò Bottasso hanno pubblicato di recente il loro album di debutto “Crescendo”, un lavoro di grande maturità musicale nel quale spiccano le loro composizioni originali. A seguire ci sarà, poi, il concerto di Hevia che con la sua gaita asturiana proporrà non solo i suoi successi su scala internazionale come “Busindre Reel”, ben nota al grande pubblico per essere stata la colonna sonora di uno spot della Opel, ma anche alcuni estratti dal suo ultimo album “Obsession”, che raccoglie brani tratti dal repertorio di tango argentino reperiti dai gaiteros asturiani emigrati a Buenos Aires. A mezzanotte di nuovo il Duo Bottasso chiuderà il Festival con un travolgente Balfolk nella Limonaia di Ponente della Villa.  Sarà l’occasione per scoprire anche le radici musicali di questo duo che nasce proprio per proporre musica da ballo, per aprirsi successivamente ad una cifra stilistica sempre più ricca ed originale. Sarà un finale danzante che si protrarrà fino alle tre del mattino.

Al programma dei concerti si affanca una lunga serie di eventi collaterali…
Parallelamente al programma di concerti, ci saranno diversi eventi collaterali gratuiti con la presentazione di libri e dischi. Inizieremo presentando il disco dei Two Fol Quartet, quattro clarinetti che spaziano dalle ouverture al jazz, mentre per la serata successiva avremo Maurizio Geri con la première del nuovo album “Swing a sud” e del metodo per chitarra manuche “La Chitarra Jazz Manuche”. Oltre alle visite guidate alla Villa La Magia, ci sarà l’interessante iniziativa “Il Bosco Incantato” con una passeggiata nel bosco antichissimo che circonda la villa e nel corso del quale ci si potrà fermare nelle varie stazioni sonore a sorpresa dove ci saranno gli interventi musicali di artisti come Elias Nardi, che è un eccellente suonatore di oud, Michele Marini al clarinetto, il cantautore fiorentino Massimiliano Larocca ed altri. 

Concludendo, qual è stata l’idea base che ha ispirato il programma…
Essendo la prima edizione, abbiamo cercato di coniugare la necessità di far conoscere questo splendido luogo con la scelta di artisti di grande visibilità mediatica come Fanfara Tirana e Redi Hasa. Si tratta di due nomi importanti che daranno ovviamente visibilità anche ad artisti di talento ma forse meno noti come Radi Hasa e Maria Mazzotta e il Duo Bottasso. Abbiamo cercato di fare un festival che mettesse insieme una proposta culturale di qualità, e credo che ci sia un buon equilibrio.

Salvatore Esposito