Massimo Giuntini, Un toscano e l’Irlanda. La mia vita con una cornamusa, Zona 2015, pp. 166, Euro 17,00

Polistrumentista e produttore, nonché profondo conoscitore della musica tradizionale irlandese, Massimo Giuntini vanta prestigioso percorso musicale, speso tra gruppi come La Casa del Vento, Modena City Ramblers, Ductia e Whisky Trail, nonché numerose collaborazioni artistiche e una ormai consolidata discografia come solista. Superati i trent’anni di carriera il musicista toscano ha deciso di raccontare la sua vicenda artistica nel volume autobiografico “Un toscano e l’Irlanda. La mia vita con una cornamusa”, edito dai tipi di Zona. In poco più di centocinquanta pagine, Giuntini ha messo in fila una lunga e gustosa serie di aneddoti che, nel loro insieme, compongono le tessere di un mosaico narrativo affascinante, nel quale il lettore potrà addentrarsi lasciandosi catturare dal suo stile affabulativo ed originale. Proprio dal punto di vista della scrittura, questo libro ha il pregio di non essere mai autoreferenziale, e di non cadere mai nella più facile delle autocelebrazioni, ma piuttosto da buon toscano Giuntini non lesina giudizi autocritici pieni di sana ironia. Particolarmente felice ci sembra anche la precisa scelta del musicista toscano di non seguire affatto il classico stile autobiografico con un impostazione strettamente cronologica, preferendo procedere per aneddoti, quasi ci fosse la necessità di creare una sorta di dialogo con il lettore. A giovarne in questo senso è la fruibilità del libro che risulta particolarmente accattivante soprattutto per quanti vorranno divertirsi a leggerlo senza seguire l’ordine delle pagine, ma magari lasciarsi catturare da un nome o da un luogo sfogliando il libro. Di pagina in pagina, scopriamo il musicista toscano ancora giovanissimo muovere i primi passi nella banda di un paese della provincia aretina, lo seguiamo poi in Irlanda dove sboccia la sua passione per la tradizione e gli strumenti dell’Isola verde come la cornamusa e il bouzouki, e poi ancora alle prese con i primi concerti fino alla svolta che arriva nel 1991 con la nascita de La Casa del Vento. Ampia parte del volume è dedicata all’esperienza con i Modena City Ramblers, con cui Giuntini ha inciso “Terra e libertà” nel 1997, “Raccolti” nel 1998 e “Fuori Campo” nel 1999, tuttavia particolarmente gustosi sono i vari ricordi legati alle varie collaborazioni artistiche, e l’inattesa esperienza sul set di Martin Scorzese per “Gangs of New York”, al quale Giuntini ha collaborato anche alla colonna sonora. Insomma “Un toscano e l’Irlanda. La mia vita con una cornamusa” non è semplicemente un libro autobiografico, ma è soprattutto la storia di una passione infinita non solo per la musica irlandese, ma per le sette note in generale delle quali Massimo Giuntini è un fine interprete e conoscitore. 

Salvatore Esposito