La YnE – La Grande Illusion (Musea Parallèle Records, 2014)

Polistrumentista e compositore finlandese, Matti Laine dal 2012 ha abbandonato il suo strumento di elezione il violino, per intraprendere un personale percorso di ricerca e sperimentazione sonora con l’obiettivo di dare vita ad un originale intreccio tra world music progressive, jazz e musica trance. E’ nato, così, il progetto La YnE, il cui nome gioca sulla pronuncia e le lettere del suo cognome, e che lo ha visto di recente dare il disco di debutto “La Grande Illusion”, pubblicato dall’etichetta francese no-profit Musea Parallèle, già nota per la sua produzione in ambito progressive. Inciso presso gli East Sound Studios di Helsinki, il disco raccoglie undici brani originali che vedono il musicista finlandese destreggiarsi tra tastiere, sintetizzatori, chitare elettriche, ebow e programmazione, accompagnato da diversi ospiti come Pekka “Splendid” Laine (chitarre elettriche e loop sequencer), Kari Reini (percussioni, didgeridoo, vibrafono, voce e voodoo vocale), Thomas Rönnholm, (tamburi e percussioni), Verneri Pohjola (tromba), Emmi Kaasalainen (violino), Olli Vänskä (violino), Tom Laaksonen (percussioni), e Jarkko Hassinen (voci aggiuntive), i quali hanno contribuito in maniera determinante ad arricchire lo spettro sonoro del disco. Si tratta di un lavoro concettuale di grande suggestione che avvolge l’ascoltatore in una esperienza sonica ipnotica in cui “la musica è il viaggio e non la destinazione”, così come afferma Laine nelle note di presentazione. In un atmosfera quasi onirica si attraversano culture e stili musicali differenti in un viaggio che ruota in torno alle musiche del mondo da Oriente ad Occidente. Le coordinate artistiche a cui si ispira Laine per questo progetto sono chiare, e non ne fa mistero citando come suoi riferimenti “My Life In The Bush Of Ghosts” di Brian Eno e David Byrne, “Tin Drum” dei Japan e “Security” di Peter Gabriel, tuttavia ascoltando con attenzione il disco si comprende come in ogni brano ci sia una bella dose di originalità nel mescolare echi delle tradizioni musicali di tutto il mondo con sonorità urban, ambient e trance, segno evidente non solo di una ricerca sonora senza confini ma anche dell’esigenza di documentare come nella musica non esistano razze, religioni, confini ed orientamenti sessuali. “Il risultato è un incontro tra etnico e moderno”, scrive Laine nella presentazione del disco, “Guerrieri Masai a Time Square, Abos sulla Torre Eiffel, cammelli ai piedi del Biga Ben, e simboli religiosi in perfetta armonia tra loro”. Sin dalle prime note della title-track che apre il disco, si ha la sensazione di andare alla scoperta di un nuovo universo in cui i melismi della tradizione mediorientale si sposano con l’elettronica e strumenti moderni, in un incontro tra culture ed epoche differenti. Brillano così il prog dalle trame orientaleggianti di “Par Avion”, la solenne e mistica “Stigamate”, o ancora il reggae cantato in francese ed arabo di “Dicember 23”, ma è con la superba “La Porte de l'Enfer", e le suggestioni jazz di “5:15 AM” che il disco trova il suo vertice. Finale imperdibile con la sperimentale “Unexpected” e la desertica outro “Gran Illusion – Endos” che sugellano un disco dalla visione musicale senza limiti, in cui Matti Laine è riuscito a far collimare perfettamente la sua ispirazione con il suo desiderio di ricerca continua attraverso i sentieri della world music. Per maggiori info http://www.la-yne.com. 


Salvatore Esposito