Françoise Atlan & En Chordais – Aman! Sefarad… (Buda Musique/Universal, 2015)

Voce da soprano, musicologa, ricercatrice e direttrice artistica di festival, la rinomata cantante Françoise Atlan, da venticinque anni sulla scena, è un’interprete poliedrica capace di passare dalla musica antica alle forme popolari fino a tuffarsi nelle sperimentazioni colte contemporanee. Atlan è un’impeccabile esecutrice del patrimonio canoro ebraico–sefardita, di cui è in un certo senso portatrice, provenendo da una famiglia di origine sefardita-cabila. Per il suo ritorno discografico, la cantante di Narbonne sceglie un programma che ricrea le trame tra il canto dell’esilio dei repertori ebraici iberici e la composita civiltà musicale dell’impero ottomano (“Kantigas de Selanika a Estambol”, recita il sottotitolo del disco). Con la fine dell’epoca aurea decretata dall’espulsione dalla Spagna degli ebrei da parte dei sovrani cattolici (1492), gli esuli si insediarono nel Maghreb, in Italia, nei Balcani e in Turchia, portando con sé i propri canti. Con la vocalist dal timbro luminoso è il quartetto di eccellenti strumentisti En Chordais, composto da Kyriakos Kalaitzidis (ûd e direzione artistica), Kyriakos Petras (violino), Alkis Zopoglou (qānūn), Petros Papageorgiou (percussioni). Il disco propone un ampio florilegio giudaico-spagnolo: romanze medievali, coplas di matrice religiosa, cantigas di vita quotidiana e piyyut (canti liturgici), in un percorso di stile cameristico affrontato dai cinque artisti con grande sensibilità e finezza. Dietro il canto di Atlan, interprete che mette in mostra non solo passione, ma anche sottigliezza e attenzione per le sfumature melodiche (ascoltate la purezza della voce nuda in “Mira Novia”, il carattere di “Triste esta el Rey David” o ancora “Con muncha licencia”, dove l’accompagnamento è dato dalle sole percussioni), il tessuto strumentale del quartetto è sempre ben disposto, in virtù della qualità dei suoi accompagnatori, che usano preludi, modi, ritmi e i timbri del Mediterraneo orientale (tra le perle “Cien drahmas”, “Ayde ijika mia-Halilem”, “Ansi dize la muestra novia”). Bellissimo. 


Ciro De Rosa