Antonio Bacciocchi, L’uomo cangiante - Paul Weller: The Modfather, Vololibero Edizioni 2015, pp.184, Euro 15,00

Ben noto per essere l’autore di un imprescindibile volume sulla Mod Generation, nonché per la sua attività di musicista e produttore degli Statuto, Antonio “Tony Face” Bacciocchi ha dato di recente alle stampe per Vololibero Edizioni, una gustosa monografia dedicata a Paul Weller dal titolo “L’uomo cangiante – Paul Weller: The Modfather”. Suddiviso in nove capitoli, il volume ci offre un ritratto fedelissimo del cantautore inglese, considerato in patria una vera e propria istituzione, per essere stato la figura di riferimento del movimento mod revival tanto da venir chiamato “The Modfather”. Ripercorrere l'intera vicenda artistica del cantautore inglese, significa entrare in contatto con i suoi successi e i suoi eccessi, la proverbiale arroganza e il genio musicale, ma soprattutto la sua sfrontatezza e la capacità di sapersi rialzare da ogni difficoltà. La lettura scorre piacevolissima, e man mano prende forma un raccolto coinvolgente che spazia dagli esordi ai primi successi con The Jam, per toccare le alterne fortune con The Style Council, ed infine il suo percorso come solista, cominciato in salita e man mano caratterizzato dal crescente successo e da tantissime collaborazioni tra cui quelle con Paul McCartney, Oasis, Miles Kane, e Blur. Se pregevole è, senza dubbio, la cura con la quale vengono presi in esame gli eventi cruciali dal punto di vista musicale, altrettanto accurata è la contestualizzazione storica con la rivoluzione del punk, la politica di Margaret Thatcher, l’irrompere delle nuove tecnologie e la caduta delle ideologie, che fanno da sfondo al susseguirsi dei dischi del cantautore inglese. Ad impreziosire il volume, oltre ad un ottimo apparato iconografico con diverse foto che intercalano le varie pagine, sono i capitoli dedicati alle collaborazioni artistiche, le “Spigolature” in cui fanno capolino curiosità, dichiarazioni ed aneddoti inediti, la discografia completa dettagliata, e alcuni contributi esterni. Chiude la trattazione l’interessante capitolo “The Modfather” nel quale viene analizzato lo stretto rapporto tra Paul Weller e il movimento Mod, del resto come lo stesso ha detto in un intervista rilasciata nel 1991: “I’m still a mod, I’ll always be a mod, you can bury me a mod.”. 

Salvatore Esposito