Marta Gómez – Contigo (Arc Music, 2014)

Potrebbe sembrare un nome nuovo per le nostre orecchie, ma in realtà Marta Gómez è una cantante e autrice già affermata nel firmamento folk autorale latino americano e negli USA. La trentacinquenne colombiana vanta nel suo CV studi al bostoniano Berklee College of Music, una nomination di Billboard nella categoria Latin Jazz Album nel 2004, il riconoscimento internazionale ottenuto dalla sua canzone “Paula Ausente”, ispirata al romanzo di Isabel Allende. Gli altri suoi non pochi “achievements”, li trovate facilmente nel Web. Qui ci occupiamo della sua ottima recente realizzazione antologica della label ARC Music per il mercato internazionale costituita da diciassette canzoni. “Contigo” porta come sottotitolo “Songs with Latin American Soul”, a volere mettere l’accento sul gusto panamericano di Marta, che ha una solida conoscenza delle tradizioni musicali del continente, attraversate attingendo ai ritmi tradizionali: dalle native cumbia, puya e bambuco alla zamba argentina, da lando e festejo peruviani alla cueca cilena, dal carnavalito che si balla in Bolivia e in Argentina fino al son cubano (“Tu Voz”, dedicata alla cantante isolana Gema Corredera). In più, la “cantautora” ci mette le sue creazioni in forma di ballata romantica e riprende le figure ritmiche del flamenco, con sempre ispirati testi poetici e cinque liriche del sommo Garcìa Lorca (spiccano “Granada” su un’aria in tempo di 6/8, la “Casida de Las Palomas Oscuras” su ritmo di festejo e la rumba “La Soleà”). Insomma, abbiamo di fronte un’artista versatile e vincente, in grado di soddisfare pubblici eterogeni. Con una piccola banda elettroacustica (chitarre, cuatro, tres, charango palmas, basso, batteria, percussioni, flauto traverso e flauti andini), dalla spinta ritmica efficace che non rinuncia a sprazzi latin jazz, Gómez si dimostra talento dalla vocalità luminosa e calda, nonché eccellente performer, mette insieme un programma attraente, soprattutto quando gli abiti musicali della boliviana residente a Barcellona spaziano tra le trame folkloriche (particolarmente riuscite: “La Rionda”, “Chicarra”, “Almita Mia”, “Carnavaliando”, “Rio”, “Zamba para mi muerte”). È vero pure che quando i tempi rallentano nelle ballate, qualcosa si perde e i morbidi barlumi pop avvolgono il sound, ma va detto Marta non è una sperimentatrice né un’innovatrice. Eppure, siamo di fronte ad una musicista dotata di forte espressività. E tanto basta.


Ciro De Rosa