Stelio Gicca Palli – Corpi Estranei Vol.1 (Helikonia/Egea, 2014)

Protagonista dei formidabili anni della scuola romana e del Folkstudio di Cesaroni in coppia con Edoardo De Angelis con il quale portò al successo nel 1972 “Lella”, Stelio Gicca Palli abbandonò le scene qualche anno dopo, per dedicarsi alla professione forense, diventando un apprezzato avvocato civilista. Negli ultimi tempi, però, il desiderio di tornare a fare canzone è riemerso con forza, e pian piano si è riavvicinato alla composizione e agli studi di registrazione. E’ nato, così, “Corpi Estranei Vol.1”, album che raccoglie undici brani di cui dieci inediti, più una nuova versione di “Lella”, incisi con un ristretto gruppo di strumentisti, ovvero Primiano De Biase (pianoforte), Fabrizio Guarino (chitarre), Marco Siniscalco (basso), Cristiano Micalizzi (batteria), Carlo Di Frescesco e Simone Talone (percussioni), e Daniela Iezzi (controcanti). Il risultato è un album dalla grande intensità nel quale si mescolano storie d’amore, spaccati di vita quotidiana, e riflessioni intimistiche che ispirate da cose semplici come uno sguardo verso la città deserta in estate. Senza usare artifizi, ma piuttosto riannodando i fili del tempo, Stelio Gicca Palli ha riannodato i fili del tempo, riappropriandosi della suo fare canzone sospeso tra ironia e poesia, leggerezza e introspezione. Ad impreziosire il tutto sono gli arrangiamenti di Fabrizio Guarino e dello stesso Stelio, che conferiscono ai vari brani un sound elegante e raffinato che si sposa alla perfezione con la profondità delle liriche. Ad aprire il disco è “Piazza Di Spagna Alle Quattro”, nel cui susseguirsi di immagini poetiche sembrano riflettersi i fotogrammi de “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino, film del quale sarebbe stata la perfetta colonna sonora per i titoli di coda. Se la bella canzone d’amore “Dama Di Cuori” apre uno spaccato sulla vita di coppia, la successiva “Le Battaglie Con Piero” è la storia di una amicizia raccontata tra schegge di ricordi lontani nel tempo. A cuore aperto Stelio ci racconta di storie d'amore finite (“I Mondi Di Maria”), del rapporto con una donna più giovane (“Moira Conti”), e della routine coniugale (“Abitudine”), senza però abbandonare la poesia che pervade “Via Dei Colli”, “Posto” e “Frecciarossa” con queste ultime in cui spicca il pianoforte di Primiano De Biase a tracciare splendide linee melodiche. Sul finale arrivano poi la splendida versione pianistica di “Lella” in cui ritroviamo Stelio in duetto con l’amico di sempre. Edoardo De Angelis, e l’outro “La gente, la città” che suggellano un disco di alto profilo cantautorale, nel quale poter riscoprire le tracce ancora ben visibili dell’esperienza del Folkstudio, pietra miliare nella canzone d’autore italiana. Da ultimo, ci piace pensare che esista un legame particolare che unisce la canzone d’autore e la professione forense da ritracciare non solo nella folta schiera di cantautori che hanno indossato o indossano la toga, ma piuttosto nella capacità di questi ultimi di esplorare e raccontare la vita da una prospettiva diversa, solo in apparenza distaccata, ma non meno profonda. 


Salvatore Esposito