Matteo Gobbato - A Window To Somewhere (Autoprodotto, 2014)

Segnalatosi tra i finalisti del concorso “New sounds of acoustic music” nel 2012, Matteo Gobbato è un giovane chitarrista patavino, innamoratosi sin da giovanissimo del fingerstyle, ed in particolare della tecnica di artisti del calibro di Tommy Emmanuel, Don Ross, Andy Mckee, e Antoine Dufour, dai cui video su YouTube ha cercato di cogliere i segreti del mestiere. Con il passare degli anni, grazie allo studio e alla passione, è riuscito a far emergere una sua personale cifra stilistica come dimostra il successo riscosso non solo dalla sua opera prima “GIROvagando”, ma anche dai tanti arrangiamenti di colonne sonore famose, raccolti in “Arrangements Vol.1”. Il suo nuovo album “A Window To Somewhere” giunge dopo due anni di intenso lavoro, e raccoglie nove brani strumentali autografi, registrati nel suo studio casalingo utilizzando due chitarre acustiche, una Taylor GS8 e una fanfret custom mod. danube. Sin dal primo ascolto emerge chiaramente come il chitarrista patavino sia riuscito negli anni a combinare la lezione appresa dai suoi riferimenti stilistici principali con un approccio tecnico personale al fingerstyle. La grande cura riposta nelle registrazioni ci consente di apprezzare a pieno la liricità della sue composizioni, così come di apprezzare la sua crescita nel tessere melodie accattivanti e mai banali. In questo senso piacciono “Cabrio 66”, colonna sonora perfetta per un viaggio in una bella Alfa Spider d’epoca con il vento in faccia, la gustosa “Kitchen’s Blues”, e la dolente “A Sad Goodbye”, ma soprattutto quei due gioiellini che sono “Love” e “Le cronache della balena”, nella quale emerge con maggior forza la potenza evocativa delle composizioni di Matteo Gobbato. In buona sostanza “A Window To Somewhere” si inserisce a buon diritto tra i dischi più interessanti della scena fingerstyle italiana, non solo per la qualità intrinseca delle composizioni, ma anche per la capacità del chitarrista patavino di saper dosare virtuosismo e liricità. 


Salvatore Esposito