Fabrizio Sotti - A Few Possibilities (Incipit Records/Egea Music, 2014)

Apprezzato chitarrista jazz di base a New York dal 1991 quando vi si trasferì dal Veneto, Fabrizio Sotti si è affermato negli anni come solista nella scena newyorkese grazie alle collaborazioni con artisti del calibro di Al Foster, Roy Hargrove e Randy Brecker, segnalandosi successivamente anche come apprezzato produttore ed autore in ambito pop con diverse collaborazioni di prestigio con Jennifer Lopez, Whitney Houston, e Gipsy Kings. Dopo aver dato alle stampe tre album a partire dal 1999 quando debuttò con “This World Upside Down”, la vera svolta nella sua carriera è arrivata con la collaborazione con Cassandra Wilson per la realizzazione di “Another Country”, nel quale sperimenta un approccio più pop alla scrittura jazz. Nasce così l’idea di realizzare un nuovo album a suo nome nel quale poter mettere a frutto le sue intuizioni compositive, ma anche il suo eclettismo nello spaziare attraverso generi musicali differenti, partendo da un approccio prettamente jazz. Grazie al supporto del bassista Tony Grey e del batterista Mino Cinelu, Fabrizio Sotti, ha preso vita “A Few Possibilities”, album che raccoglie dodici brani più una bonus track, incisi con la partecipazione di un eccezionale cast di artisti con cui collabora stabilmente, e che nel loro insieme rappresentano le varie identità musicali coltivate in carriera. Il risultato è un disco, solo in apparenza dall’ascolto easy listening, ma che ascoltato con attenzione si svela in tutta la sua complessità tra contaminazioni ed incroci sonori che vedono il jazz mescolarsi con il rock, il reggae, il rap, e il pop. Ad aprire il disco è la bella voce di Isabella Lundgren, che interpreta magistralmente “One” degli U2 proposta da Sotti in una versione dalla trama acustica vagamente latin che cattura subito l’attenzione dell’ascoltatore. Si prosegue con Shaggy e Res che impreziosiscono con le loro voci i ritmi in levare di “Waitin’ In Vain” in cui giganteggia la tessitura sonora della chitarra di Sotti. Se la voce e le percussioni di Mino Cinelu sono protagoniste dell’autografa “Paradis”, Zucchero regala una magnifica versione della sua “Someone Else’s Tears”, forse più bella dell’originale con la cristallina trama acustica disegnata dalla chitarra di Sotti, e le leggerissime percussioni a fare da contrappunto. La versione rap di “Another Brick In The Wall” dei Pink Floyd con le voci di Ice T e M1 of Dead Prez, ci conducono ad un'altra rilettura eccellente ovvero “The Wind Cries Mary” di Jimi Hendrix in cui apprezziamo l’ottima prova vocale di Melanie Fiona. Non mancano due interessanti spaccati strumentali con l’acustica “While The Sun Is Rising”, e la gustosa bossa nova “Pracing Horse”, ma tra i brani più interessanti vale la pena citare anche “Fidjo Maguado” di Jorge Monteiro”, proposta con la partecipazione di Claudia Acuna alla voce. Sul finale arrivano altri tre brani firmati dallo stesso Sotti, ovvero “Fall With Me” interpretata da Algebra Blessett, la pregevole “Once In A Bluemoon” in cui ritoviamo la voce di Isabella Lundgren e lo strumentale “Right Now”. Chiude il disco il remix di Walter Bonnot di “Waitin’ In The Vain” di Bob Marley, che conferma come Fabrizio Sotti si muova con grande agilità attraverso i sentieri della musica, senza conoscere confini e limiti stilistici. 


Salvatore Esposito