Don Pasta, Artusi Remix – Viaggio nella cucina popolare italiana, Mondadori Electa 2014, pp. 324, Euro 19,90

Le nostre esplorazioni attraverso i sentieri sonori dell’Italia e non solo, ci hanno portato, di tanto in tanto, a riflettere anche sulla cucina quale elemento integrante di quel corpus di tradizioni alla base della cultura popolare. Più in particolare abbiamo guardato sempre con grande attenzione all’impegno nella valorizzazione e nella conservazione dell’identità culinaria italiana del dj e gastrofilosofo Daniele De Michele, in arte Don Pasta, e questo non solo nel caso dei pregevoli “Food Sound System”, “Wine Sound System” e “Soul Food” in cui ci offriva sorprendenti abbinamenti tra piatti, vino e musica, ma anche nel manifesto della cucina militante “La Parmigiana e La Rivoluzione”. La suo nuovo libro “Artusi Remix – Viaggio nella cucina popolare italiana” è stato concepito prendendo come punto di partenza “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene” dello scrittore-gastronomo Pellegrino Artusi (la cui prima edizione risale al 1891), per raccontarci la cucina popolare italiana del nuovo millennio. Interessante per capire il senso di questo libro è la dedica che Don Pasta ha voluto inserire nella sua presentazione: “A mio figlio, a ogni bimbo e bimba, che sappiano che una delle rivolte più belle è quella di non accettare di essere mai uguali agli altri e che per farlo è bello conservare ogni singola traccia delle diversità della cucina italiana, che è lo strumento più prezioso che abbiamo ricevuto per sapere che nella vita non ci si deve omologare mai passivamente alle regole, alle abitudini, alle leggi imposte, alla globalizzazione dei gusti che ogni cosa cancella. Perché la cucina italiana nel suo esser cucina geniale a partire da poco, ha aiutato a vivere con dignità nella disoccupazione, nelle ingiustizie, nelle emigrazioni, durante regimi infami, nella guerra, nella fame. Proteggiamoci, soffriggete.” Laddove l’opera di Artusi è considerata ancora oggi un elemento importante nella definizione dell’identità italiana post unitaria, Don Pasta ne riattualizza i metodi e le riflessioni attraverso un nuovo ricettario, costruito a stretto contatto con la gente. A fornire una sponda importante per la realizzazione di questo volume è stato, senza dubbio, il contributo del comitato scientifico di Casartusi, ma Don Pasta ha fatto di più. Infatti, dopo aver lanciato un appello attraverso i social network per mobilitare le nonne d’Italia che avevano salvato la nostra nazione cucinando con “il quasi niente della guerra e di ciò che ci fu dopo”, il dj salentino ha girato la nostra penisola per raccogliere le ricette che si tramandavano di madre in figlia nelle varie famiglie, e che hanno contribuito a creare la nostra cultura contadina. Ne è nato qualcosa di diverso da una rilettura o una riscrittura ma piuttosto un omaggio a Pellegrino Artusi e al suo ricettario, immancabile nelle librerie di tutte le case italiane, e diventato negl’anni un vero e proprio best seller a livello mondiale. Muovendosi tra presente e passato, Don Pasta ci racconta come si cucina oggi, e quali tracce del passato sono rimaste ancora vive, e che è necessario preservare. Spaziando dagli antipasti ai pizze, dai brodi e le minestre, ai primi fino a toccare i secondi, i contorni e i dolci, attraverso le oltre trecento pagine del volume si compone un affresco di sapori che riflette tutto il fascino della nostra nazione. Insomma ancora una volta Don Pasta ha saputo cogliere la complessità e la ricchezza della cultura italiana raccontando il gusto e i sapori che appartengono alla nostra identità. 


Salvatore Esposito