Stella Grande & Anime Bianche – PizzicaRRaggiata (Italian World Music, 2014)

Nota per essere stata una delle voci dell’Orchestra de La Notte della Taranta, durante le direzioni di Ambrogio Sparagna e Mauro Pagani, Stella Grande ha raccolto grandi apprezzamenti per la sua intensa attività dal vivo, affiancata dal gruppo Anime Bianche, fondato dal poeta Elio Coriano, e composto da Peppe Giannuzzi (violino), Luigi Marra (pianoforte, armonica, flauto e voce), Nicola Imboldi (fisarmonica), Gigi Vergine (chitarre), Pino Vergine (basso), e Stefano Marti (tamburi a cornice). Parallelamente all’attività concertistica che l’ha portata ad esibirsi in tutta Italia, la cantante salentina ha dato alle stampe anche due dischi “Vibrazioni Popolari” e “Ieni Allu Balcone”, a cui di recente si è aggiunto “PizzicaRRaggiata”, nel quale ha raccolto undici brani che esplorano la tradizione del tacco d’Italia spaziando dal folk urbano, ai canti d’amore, fino a toccare la pizzica pizzica. Rispetto ai precedenti, questo nuovo lavoro pur presentando brani inediti e materiali tradizionali, focalizza la sua attenzione su questi ultimi, caratterizzandosi per una maggiore cura negli arrangiamenti, e nelle strutture melodiche, ora tese a valorizzare maggiormente il ricco timbro vocale della Grande. Ad aprire il disco è “La Danza Del Fuoco”, sonorizzazione di un testo poetico di Coriano, la cui voce è accompagnata dalle trascinanti note di violino di Giannuzzi. Il ritmo del tamburo a cornice di Marti guida il trascinante canto d’amore “Baciu Ncanna/Turmentatila” e poi ancora l’inedito “Pizzica Nà”, ma il primo brano da ricordare del disco arriva con la bella rilettura della irriverente “La Coppula” dal repertorio di Bruno Petrachi, che si candida ad essere uno dei brani più applauditi dal vivo. Dalla collaborazione tra Coriano e Giannuzzi arriva ancora la title track, un brano in crescendo guidato dal violino a cui man mano si aggiungono la chitarra, la fisarmonica ed in fine le percussioni. Se il tradizionale “La Caddhina” promette di essere un altro brano di successo sul palco, particolarmente suggestiva ci sembra la versione di “Suspiri Te Core”, il cui arrangiamento ruota essenzialmente sul dialogo tra il violino effettato di Giannuzzi e la fisarmonica di Imboldi. Sul finale arrivano poi gli scioglilingua a ritmo di pizzica pizzica di “Palumbella” cantata a due voci con Luigi Marra, la gustosa “Pizzica In Griko”, ed in conclusione la splendida versione pianistica dell’aria tradizionale “Quannu Te Llai La Facce La Matina”, in cui Stella Grande regala un interpretazione appassionata e toccante, che da sola vale l’intero disco. Sebbene la cantante salentina prediliga un approccio alla tradizione, meno ricercato ed accademico, questo nuovo album è una bella istantanea del suo talento, forse non ancora pienamente valorizzato dal punto di vista discografico. 


Salvatore Esposito