Lassociazione - Libere Correnti Dorsali (Lindipendente/Self, 2014)

Guidata dal batterista Gigi Cavali Cocchi, Lassociazione è una superband folk-rock, attiva dal 2009 e composta da Giorgio Riccardo Galassi (voce e armonica), Marco Mattia Cilloni (voce chitarra acustica e autore di testi), Gianfranco Fornaciari (tastiere), Filippo Chieli (violino), Andrea Torresani (basso), Francesco Ottani (voce e chitarra), Massimo Guidetti (tromba) e Marcello Ghirri (banjo). Nel corso degli anni, il sottoscritto ha avuto modo di suonare con alcuni di loro, e ciò che posso dire è che si tratta di persone di grande caratura artistica, e prima ancora umana. Insieme a Gigi Cavalli Cocchi abbiamo condiviso la bella avventura dei Clandestino di Ligabue, formando una sezione ritmica ricca di groove, che ci ha regalato grandi soddisfazioni. Sebbene io fossi di Modena, e lui di Reggio Emilia, e quindi reggiano d.o.c., abbiamo avuto un rapporto artistico eccellente, nonostante a separarci ci fossero quei fatidici trenta chilometri in cui cambia tutto, a partire dai tortellini che diventano cappelletti. Nonostante le rivalità campanilistiche tra Modena che vanta l’aceto balsamico, il lambrusco Grasparossa e la Ferrari, e Reggio il Parmigiano, ho sempre avuto un ottimo rapporto con questa città dove, per altro, ho frequentato per cinque anni l’istituto tecnico per l’agricoltura, e questo mi ha dato la possibilità di costruire e cementare tanti rapporti musicali. Sempre all’epoca dei Clandestino risale la mia conoscenza con Gianfranco Fornaciari, tastierista e valido cantante, con cui ho continuato in seguito a collaborare, sempre al fianco di Ligabue. Ad accomunarci però non è solo il fatto di aver lavorato con un musicista, che rappresenta uno dei musicisti italiani più popolari degli ultimi vent’anni, ma anche un estrazione e un esperienza musicale simile, fatta di passione e tanti concerti. Nel corso della sua vicenda artistica, questo supergruppo che ama definirsi appenninico, ha già dato alle stampe due dischi, nei quali ho ritrovato intatto quello spirito che abbiamo condiviso per anni. A due anni di distanza dall’ottimo “A Strapiombo” li ritroviamo con “Libere Correnti Dorsali”, nel quale hanno raccolto dieci brani nuovi di zecca, cantati in dialetto emiliano e in italiano, che racchiudono riflessioni sull’amore e sul rispetto dell’ambiente, senza dimenticare uno sguardo alla realtà che ci circonda. Sono storie di uomini e di animali, di stagioni che si alternano, e di vita semplice ma sofferta, che toccano l’ascoltatore sin dal primo ascolto. Posizionati a metà strada tra folk-rock e canzone d’autore, i brani si reggono sulle strutture ritmiche dell’impeccabile Gigi Cavalli Cocchi, su cui si innesta la linea melodica tracciata dalle chitarre e dall’organo, le suggestioni rurali del banjo, e qualche bella sorpresa che arriva dalla tromba e dal filicorno. Durante l’ascolto colpiscono certamente i brani in italiano come “Ho Stima Delle Cose” e “L’Amore Come Si Dice”, ma è difficile non lasciarsi affascinare dalle incursioni nel dialetto con l’iniziale “I Mik (l’urijin dal mund)”, “Al Mat” e “Al Reml”, che rappresentano certamente i vertici del disco. Insomma, ascoltare un disco come questo, ridà speranza nella musica. E’ difficile, infatti, che nove musicisti si ritrovino a fare musica senza un disegno preciso, e senza passione, soprattutto oggi che è così difficile suonare dal vivo. Suonare in nove significa dimenticarsi di poter incassare, ma piuttosto provare ogni volta a far esplodere i fuochi d’artificio della passione sul palco. Sia Gigi che Gianfranco, come me, non sono mai riusciti a sfruttare nemmeno per una frazione di secondo il successo che hanno avuto i dischi alla cui realizzazione hanno contribuito, e questo è un peccato. Non ci resta che portare avanti la nostra passione suonando per il nostro pubblico, e cercando di fare rete tra i musicisti, scambiandosi riferimenti e contatti. Complimenti Lassociazione! Ci vediamo somewhere down the Via Emilia!


Antonio "Rigo" Righetti