(a cura di) Enrico de Angelis, Ferré e gli altri. La grande canzone francese e i suoi interpreti, NdA Press 2014, pp. 301, Euro 16,00

Giunto quest’anno alla sua diciannovesima edizione il “Festival Ferré”, nasce quasi per caso, allorquando un gruppo di studenti, guidati da Giuseppe Gennari, docente di letteratura francese innamorato della chanson d’oltralpe, piomba nella casa in Toscana di Léo Ferré. La simpatia tra lo chansonnier e quel professore, che intendeva insegnare la lingua attraverso le canzoni, è immediata e fortissima, tanto da coinvolgere anche le rispettive famiglie. Dopo la prematura scomparsa dell’artista nel 1993, Gennari, spinto dal suo entusiasmo e dalla sua passione, coinvolge un gruppo di amici nella fondazione del Centro Ferré, e successivamente anche nell’idea di dare vita ad un festival dedicato al grande cantautore francese. Il sogno diventa realtà nel 1995, grazie al grazie al sostengo di Maria Cristina, la moglie di Ferrè, che sin dall’inizio sostiene e sovraintende la manifestazione, ed quel momento prende vita un piccolo grande miracolo di resistenza culturale che ogni anno trasforma San Benedetto del Tronto nella capitale della chanson francese. Negl’anni il festival ha raccolto sul suo palco il meglio della canzone d’autore francese e non, da Juliette Gréco a Paco Ibañez , da Georges Moustaki a Jean Ferrat, da Jane Birkin a Dee Dee Bridgewater, ed ha ospitato cantautori italiani come Gino Paoli, Francesco Guccini, Nanni Svampa, Freak Antoni, oltre agli “specialisti” Têtes de Bois, tutti impegnati nel suonare classici della canzone francese; senza contare i premi alla memoria a Georges Brassens, Jacques Brel, Serge Gainsbourg, Luigi Tenco, e Fabrizio De André. Mentre già fervono i preparativi per l’edizione del ventennale che si terrà nel 2015, il Centro Ferré ha di recente dato alle stampe per i tipi di NdA Press lo splendido volume “Ferré e gli altri. La grande canzone francese e i suoi interpreti”, curato da Enrico de Angelis, critico musicale e responsabile artistico del Club Tenco, il quale ha raccolto una serie di saggi ed approfondimenti sulla canzone francese, frutto del fermento culturale sbocciato parallelamente alle attività musicali del festival, e che negli anni hanno impreziosito le varie brochure di presentazione della manifestazione. Suddiviso in cinque sezioni, il libro raccoglie le presentazioni annuali del festival, che ricostruiscono le varie edizioni facendo emergere le difficoltà incontrate; i saggi di approfondimento su Léo Ferré; quelli sugli altri artisti ed autore presenti al festival, una serie di schede sugli artisti italiani che vi hanno preso parte negli anni, ed in conclusione una eccezionale antologia di oltre settanta testi di canzoni francesi in versioni italiane inedite di vari traduttori, mai apparse prima su libro o su disco. Nel suo insieme il volume tratteggia in modo formidabile la relazione di interscambio simbiotico che si è creata tra la canzone d’autore italiana e la chanson francese, e questo lo si nota non solo nella corposa parte saggistica, ma soprattutto leggendo le splendide traduzioni, che ora più libere, ora più letterali, ora ancora ritmiche e cantabili, ci trasmettono la potenza poetica della canzone d’oltralpe, quella stessa potenza che ritroviamo nei padri del cantautorato di casa nostra. “Ferré e gli altri. La grande canzone francese e i suoi interpreti” nel raccontarci la storia del “Festival Ferré” è parallelamente uno strumento di approfondimento prezioso, in quanto offre all’appassionato una sorta di mappa sonora attraverso cui esplorare l’affascinante mondo poetico della canzone d’autore francese. 

Salvatore Esposito