Massimo Cotto, Rock Bazar, Vololibero 2014, pp. 422, Euro 19,90

Seguitissima trasmissione in onda dal 2012 sulle frequenze di Virgin Radio, e condotta da Massimo Cotto, “Rock Bazar” sin dalle sue primissime puntante, ha raccolto un gran numero di fan, i quali già da qualche tempo reclamavano la pubblicazione di un libro che raccogliesse le storie, gli aneddoti, e le leggende sugli eccessi, i vizi, e le pazzie delle rock star. L’attesa è stata premiata di recente, grazie ai sempre attivissimi tipi di Vololibero, i quali hanno raccolto in un corposo volume un selezione di ben 575 racconti, tratti dalle varie puntate, che nel loro insieme compongono l’articolato affresco del rock, scavando tra le sue storie più curiose e meno note. Si tratta di un volume, che si pone sulla scia della ormai copiosa bibliografia rock sul tema, della quale negli anni in Italia abbiamo avuto modo di apprezzare almeno due dei suoi capisaldi, ovvero “Sto Con La Band” della leggendaria groupie Pamela Des Barres, e l’epocale “Rock Babilonia” di Gary Herman. A differenza di quello che si potrebbe immaginare questo, è uno di quei libri che hanno il pregio di poter essere aperti e chiusi a proprio piacimento, di essere letti senza seguire l’ordine delle pagine, senza essere vincolati ad una trama, ma piuttosto consente di divertirsi nello spaziare in lungo ed in largo attraverso sessant’anni di storia del rock, senza seguire un ordine cronologico, immergendosi nel flusso continuo di storie ed aneddoti. Durante la lettura, ciò che colpisce sin da subito è lo stile affabulatorio di Massimo Cotto, che nelle pagine di “Rock Bazar” conserva integro tutto il suo fascino radiofonico, al punto che, chi ha familiarità con la voce del giornalista astigiano, leggendolo avrà la sensazione di immergersi in una delle tante puntante del programma di Virgin Radio. La scrittura appassionata del giornalista astigiano ci racconta, così, un mondo che purtroppo non c’è più, e non perché le rock star abbiano improvvisamente deciso di diventare politically correct, ma più semplicemente perché sono irrimediabilmente finiti gli anni della Swinging London, dei Led Zeppelin, degli Who e del folle Keith Moon, di Brian Jones, di Sid Barrett, del sesso sfrenato nei backstage, della droga a fiumi. Di quel mondo oggi sopravvivono solo gli eccessi, e l’atteggiarsi ma non la genialità, e la provocazione di un modo di vivere. Molti dei racconti e degli aneddoti arrivano dalla diretta voce dei protagonisti, altri sono giunti all’autore per vie traverse, ma tutti vibrano di quella epicità che solo l’epopea d’oro del rock aveva. Difficile dire se si tratti di storie vere o di leggende, la cosa certa è però che il campionario di bizzarrie raccolte in “Rock Bazar” vi farà sobbalzare dalla sedia, facendovi scoprire il perché dei settantaquattro asciugamani che pretende Elton John nel suo camerino, o il motivo della biancheria intima richiesta dai Red Hot Chili Peppers, o ancora i petali di rosa sparsi ovunque per Barbra Streisand. Non manca una serie di storie in cui emergono le fobie delle rock star come l’odio che nutre per i telefoni Kanye West, o ancora la paura per i clown di Diddy, o quella per il numero 621 di Brandon Flowers dei Fillers. A condire il tutto ci sono anche una serie di storie tragiche come la lenta parabola autodistruttiva di Kurt Cobain che incontriamo più volte colto nelle diverse fasi della storia con i Nirvana, o le tragiche morti di Brian Jones e Keith Moon, o ancora l’elettroshock somministrato come cura ad un adolescente Lou Reed, e poi ancora la maledizione del 27, gli anni che avevano Hendrix, Morrison e Joplin quando morirono. Non mancano nemmeno le feste, le stanze degli alberghi messe in subbuglio, le groupie sempre disponibili ad ispirare sessualmente i loro idoli, senza contare i vari flashback sui megaconcerti da Woodstock a Monterey fino al tragico epilogo di Altamont nel dicembre 1969. Insomma “Rock Bazar” non è solo una raccolta di storie gossip-rock, ma piuttosto un volume affascinante dal quale traspare tutta la passione di Massimo Cotto nel raccontare la storia del rock svelandoci i suoi lati più oscuri, ma non meno affascinanti. Insomma, siamo certi che questo libro avrà lo stesso successo del suo omonimo radiofonico. 


Salvatore Esposito