Desuonatori: Eikasia – assenza/Daniele, Distante, Mazzotta, De Lorenzi - Teatrini Di Escher/The Charting Sleepers – In A Nutshell (Desuonatori, 2014)

“Coordinamento di autoproduzioni per la socializzazione di musica inedita in nuovi contesti di fruizione”, il collettivo di musicisti Desuonatori, nato in quella fucina creativa che è la factory del produttore salentino Valerio Daniele, prosegue con caparbietà il proprio percorso dando alle stampe tre nuovi dischi, che rimarcano il leit motiv che animato questi eccellenti strumentisti, sin dai loro primi passi insieme, ovvero la convinzione che “il fare musica sia una responsabilità tanto nei confronti del pubblico, quando a salvaguardia della libertà espressiva degli artisti”. Dopo i primi tre pregevoli dischi firmati da Francesco Massaro & Rocco Nigro, Dario Congedo & Nàdan, e dallo stesso Valerio Daniele, è ora la volta del progetto Eikasia, del quartetto composto dallo stesso produttore salentino con Giorgio Distante, Roberta Mazzotta e Vito De Lorenzi, e The Charting Sleepers. Gli Eikasia, nascono nel 2011 da un’idea di Alessandro Dell’Anna (chitarra), Stefano Compagnone (basso), Maurizio De Tommasi (batteria), a cui nel 2012 si è aggiunta la tromba di Giorgio Distante, i quali provenienti da esperienze musicali e formazioni differenti, hanno deciso di dar vita ad un percorso di ricerca musicale comune, nel quale si incrociano, il jazz, la fusion, la musica tradizionale salentina, e il rock. Se ciò è posto in relazione con il manifesto del progetto Desuonatori, si comprenderà a pieno come i loro brani inediti mirino non solo alla ricerca di timbriche e ritmiche originali, ma anche a ristabilire il contatto tra musica e comunità. Composto da dieci brani scritti da Dell’Anna, De Tommasi e Compagnone, il disco si apre con la splendida “Il Tango Dell’Attesa” con la tromba di Distante a disegnare una suggestiva linea melodica che si poggia su ritmiche spezzate e cambi di tempo. Ancor più affascinante dal punto di vista della ricerca stilistica è la sofferta “Solitudine” nella quale protagonista è la chitarra di Alessandro Dell’Anna, che brilla per l’originale approccio tecnico. Se l’intensa “Assenza pt.1”, vede la partecipazione di Valerio Daniele alla chitarra baritona con ebow, la successiva “Il Ballo Dei Coriandoli” è un esempio di come la cifra stilistica di Eikasia non miri solo al mero sperimentalismo, ma abbracci anche una raffinata ricerca melodica. La tromba di Distante è ancora protagonista nel sorprendente dialogo con la chitarra di Dell’Anna in “Io e Frank M.”, ma è con la title track che si tocca il vertice del disco, infatti, nell’arco dei suoi dieci minuti di durata scopriamo tutta la verve improvvisativa del gruppo salentino. Completano il disco quel gioiellino che è “Valzer Nel Barattolo”, e la lirica “Ad Un Imbonitore” tutta giocata su dialogo tra tromba e chitarra. 
Non meno interessante è poi “Teatrini Di Escher”, del quartetto formato da Valerio Daniele (chitarra acustica baritona e chitarra elettrica), Giorgio Distante (tromba), Roberta Mazzotta (violino) e Vito De Lorenzi (batteria e strumenti a percussione). Il disco raccoglie dieci composizioni firmate ed arrangiate da Valerio Daniele, che si snodano intorno a tre temi principali, ovvero “Astrazioni” libere peregrinazioni di concetto aperte all'improvvisazione, “Teatrini”, scene di vita, luoghi o dilemmi comuni rappresentati con sguardo che si fa interno o esterno, a seconda del caso, fino al grottesco, e “Parti del Giorno”, suggestioni emotive legate a ricordi specifici e imprescindibili della biografia individuale. Così quattro strumenti, ed otto mani, danno vita ad un lavoro in cui scrittura ed improvvisazione si mescolano costruendo piccoli bozzetti sonori, piccoli racconti in musica densi di poetica forza immaginifica. Ad aprire il disco è il dialogo tra la tromba ed il violino di “Mattinata” che sfocia in un acquerello sonoro che evoca l’alba sulle coste Salentine. Al Salento è dedicato anche “III Teatrino: Salento” in cui la chitarra di Valerio Daniele traccia una linea melodica di grande fascino su cui si inseriscono la tromba di Giorgio Distante e il violino di Roberta Mazzotta. Se pregevoli sono poi le riflessioni notturne in punta di chitarra di “Night Private Messages #4 e #7”, particolarmente interessanti dal punto di vista dalla costruzione melodica risultano “II Astrazione” e “I Astrazione”, nelle quali si apprezza il lato più improvvisativo del quartetto. “I Teatrino: Le Parole Di Lei e Di Lui”, e “II Teatrino: Lo Scrittore e Il Professore”, si sviluppano invece su rumorismi e dissonanze, che solo in apparenza hanno i tratti della sperimentazione sonora, ma che ad un attento ascolto si svelano in tutta la loro forza evocativa. Sul finale arrivano la poetica “Meriggio” con la tromba di Giorgio Distante in grande evidenza, e “Un Abisso Leggero”, una sorta di outro corale in cui brilla l’ottimo apporto ritmico di Vito De Lorenzi. 
Chiude questa seconda trilogia di dischi “In A Nutshell” di The Charting Sleepers, moniker dietro il quale si cela il polistrumentista Adolfo La Volpe, il quale ha messo insieme dieci brani che compongono un concept album sul volo inteso come esplorazione non solo del cielo ma anche dello spazio, in una dimensione di abbandono dal mondo. Animato da ispirazioni che vanno dall’astronomia e alla fantascienza, il disco ci conduce a bordo di astronavi e macchine volanti, tra i ricordi nostalgici dell’infanzia. I brani si muovono tra sonorità che spaziano dal folk al rock, dalle field recordings all’elettronica, in bilico tra un passato interiore ed un futuro immaginato. Ad aprire il disco è il crescendo cinematografico “Bouldershaw Fell” che si apre con un tema melodico acustico e via via sfocia in una coda rumoristica dai tratti psichedelici. Seguono poi in successione la ambient music di “The Last Days Of Tycho”, la ballata dai toni folk “I’ve Been There”, il ruvido rock di “Sagittarius A” e il poetico minimalismo di “Alien Dinosaurs From Hell”. La seconda parte del disco si apre poi con il rumorismo industrial di “Summer ‘78” sospesa tra sperimentalismo ed aperture melodiche nel riff chitarristico. La psichedelia dell’onirica “The Saddest Music” ci conduce verso il finale con l’elettronica di “Of Any Flowers”, la musica cosmica di “La Domenica delle Comete”, e la ballata folk “Wyndham Hill” di Paul Roland. Insomma con questi tre ulteriori dischi comincia a delinearsi con maggiore chiarezza il progetto operativo di Desuonatori, un gruppo di strumentisti che consorziandosi ha cercato di mettere a frutto idee, ispirazioni ed originalità. Siamo certi che nel prossimo futuro seguiranno altre belle sorprese. 


Salvatore Esposito