mercoledì 21 maggio 2014

C. Daniel Boling - Sleeping Dogs (Berkalin Records 2013)

Folksinger cinquantenne del New Mexico, C. Daniel Boling, è uno di quei personaggi che possono tenerti incollati giornate intere nel raccontarti la loro vita, senza annoiarti minimamente. La sua vita infatti lo ha visto girare in lungo ed in largo per il mondo, prima con la famiglia in Giappone per seguire il papà militare, poi il suo lavoro prima come ranger e successivamente come investigatore, ed in fine la decisione di abbracciare il cantautorato, che lo ha portato a suonare in giro per gli States. Dopo aver debuttato non più giovanissimo, qualche anno fa, ed aver messo in fila cinque dischi, lo ritroviamo con un nuovo disco “Sleeping Dogs”, che raccoglie tredici brani prodotti da Jono Manson, nostra vecchia conoscenza, e musicista della cui lungimiranza ci si può certamente fidare. Pubblicato dalla minuscola label Berkalin Records, il disco si caratterizza per atmosfere prettamente acustiche che mescolano country folk e blues, rimandando ai mostri sacri del songwriting made in U.S.A. Chitarra, banjo, e pochi altri strumenti di contorno avvolgono riflessioni personali e spaccati di vita vissuta, spaziando dall’amore alla famiglia, dal passare degli anni e delle stagioni, al suo rapporto con la moglie (“As Young As Your Kiss”) e con i figli (“Never Speak To Me” Again”), fino a toccare la splendida “Don’t Get Better Than This”. L’ascolto ci svela così un artigiano del songwriting, onesto, sincero, che attraverso le sue liriche si racconta a cuore aperto, in grado ora di commuoverci, ora di farci sorridere, ora di farci riflettere sul senso della vita. Vertici del disco sono il brano di apertura “Moderation”, in cui Boling, con la complicità di Manson, riflette sulla sua incapacità a moderarsi, e quel gioiellino che è “Hooked” eseguito al banjitar, strano strumento a metà strada tra banjo e sitar, con il solo accompagnamento di Freebo al basso tuba. Insomma C. Daniel Boling, pur non brillando per originalità, con “Sleeping Dogs” ci dona un album affascinante che non mancherà di entusiasmare quanti vi dedicheranno la loro attenzione. 


Salvatore Esposito