Cesare Carugi - Pontchartrain (Roots Music Club, I.R.D., 2013)

Scrivo di getto, così come faccio musica, buttandomi dentro bar e birrerie col mio basso in cerca di stimoli. Scrivo di musica con lo stesso ardore, perché la musica è una cosa dannatamente seria. Cesare Carugi l’ho incontrato diverse volte, spesso in quel di Cecina, dove svolge una raffinata e utile attività di promozione culturale curando la programmazione di una bella birreria che si chiama Birroteca Doppio Malto, nella quale ho avuto l’onore di suonare almeno tre volte. Fare musica è come vivere dentro una cartina dove alcune virtuali puntine attaccate in certi posti stanno a testimoniare la presenza di un gestore capace, che si dà da fare nel creare un pubblico attento e coinvolto. La cosa non è banale. Si tratta, infatti, di persone in via d’estinzione che imboccano la via dell’intrattenimento, lavorandoci sopra e tirandosi dietro la clientela. L’altra sera, con Cesare abbiamo dato vita una jam con grande gusto. E’ stata l’occasione per scambiarci blue notes, e raccontarci storie di musica. Cesare mi ha dato il suo ultimo disco, e mentre, un minimo rintronati io e il mio fido batterista Robby Pellati ci muovevamo stamattina in auto verso la base emiliana, abbiamo ascoltato il nuovo lavoro musicale di Cesare. Le coordinate sono quelle di un sound americano, con qualche tinta folk e diverse belle chicche sonore, soprattutto sul versante chitarristico, grazie alla presenza del bravissimo Paolo Bonfanti e di un manipolo di musicisti sinceri ed appassionati che prestano la propria competenza al bel progetto musicale di Cesare. La scrittura dell’amico toscano è in crescita esponenziale, pertinente e capace di spingersi oltre una riproposizione di stili, nella pienezza anche emotiva di chi ha storie non sempre allegre da raccontare, ma che grazie all’empatia di chi ascolta, divengono se non più leggere, almeno più trasportabili. La bella voce di Cesare racconta storie blu come la copertina del disco, di un paese immaginato ma non immaginario che solo per caso è l’America, quell’America che trasuda dai suoni e dalle aspirazioni che sinceramente dovrebbe davvero accorgersi che un nuovo cantautore è alla ribalta e il suo nome è Cesare Carugi. Consigliato.


Antonio "Rigo" Righetti