Eugenio Bennato, Ninco Nanco Deve Morire - Viaggio Nella Storia E Nella Musica Del Sud, Rubbettino 2013, pp. 202, Euro 12,00

A distanza di quasi due anni dalla pubblicazione di “Brigante Se More” per i tipi di Coniglio Editore, Eugenio Bennato torna con “Ninco Nanco Deve Morire”, libro che nel riprendere alcune tematiche storiche toccante nel precedente, offre al lettore una ricostruzione del suo percorso di ricerca non solo nella storia del Sud Italia, ma anche attraverso le sue tradizioni musicali. Laddove “Brigante Se More”, partendo dalla vexata quaestio sulla nascita del brano omonimo, allargava lo sguardo verso una ricostruzione controstorica dell’Unità d’Italia nel suo centocinquantesimo anniversario, questa nuova fatica letteraria di Bennato ha il pregio di essere un libro divulgativo a tutto tondo, affiancando una breve digressione sul fenomeno del brigantaggio in Italia e sui suoi principali protagonisti, ad una ancor più interessante retrospettiva sulle sue ricerche sul campo condotte a partire dagli anni settanta dallo stesso autore nel Meridione d’Italia. Introdotto dall’interessante prefazione dello scrittore Pino Aprile, il libro dopo una contestualizzazione storica sulla fine del Regno delle Due Sicilie e delle conseguenti sanguinose repressioni dei Savoia, si sofferma sulle figure di Ninco Nanco e Michelina De Cesare, due briganti diventati simbolo della lotta contro i conquistatori, per poi offrire anche alcune riflessioni sulla nuova storiografia del brigantaggio e sul fenomeno dell’emigrazione. Bennato poi racconta della sua scoperta della musica tradizionale, avvenuta ascoltando un vinile con le registrazioni di Alan Lomax, e sfociata poi in una lunga serie di campagne di ricerca sul campo dal Gargano al Salento passando per la Puglia e la Sicilia, fino ad arrivare alle sue esperienze con la Nuova Compagnia di Canto Popolare e con Musicanova. Tra riflessioni sul fenomeno del folk revival e sulla scrittura popolare, con riferimento al concetto di estetica popolare di Garcia Lorca, si giunge ad un ulteriore chiarificazione sulla genesi di “Brigante Se More”, ma è sul finale nella quinta ed ultima parte che Bennato coglie nel segno raccontandoci con dovizia di particolari la nascita del movimento Taranta Power, il suo rapporto con Andrea Sacco, e da ultimo chiudendo il cerchio sui briganti del presente. “Ninco Nanco Deve Morire” è così un viaggio atipico tra presente e passato, tra musica e storia in cui divulgazione e ricerca vanno di pari passo con lo scopo di portare la musica tradizionale verso un pubblico sempre più ampio. Eugenio Bennato ci racconta così la sua storia fatta di impegno militante, di amore per la sua terra e più in generale per il Sud, quel Sud al quale ha voluto trovare una lingua ed una radice comune in Taranta Power, dopo essere stato uno dei massimi interpreti della sua tradizione prima con la Nuova Compagnia di Canto Popolare e poi con Musica Nova. Sebbene il suo percorso tra tradizione ed innovazione abbia fatto spesso storcere il naso ai puristi, va riconosciuto ora più che mai il suo lavoro importantissimo di divulgazione cominciato con i dischi con i Cantori di Carpino, proseguito con Taranta Power ed oggi evolutosi in questo libro. 


 Salvatore Esposito