Pensiero Nomade – Perfetta Solitudine (Zone Di Musica, 2013)

Messosi alle spalle l’esperienza con i Germinale, formazione tra le più eclettiche della scena prog-rock italiana, Salvo Lazzara ha dato vita al progetto Pensiero Nomade mettendo in fila negli anni tre album pregevoli, ovvero “Per Questi E Altri Naufragi” del 2007, “Tempi Migliori” del 2009 e “Materia E Memoria” del 2011, nel quale era affiancato da due eccellenti strumentisti come Luca Pietropaoli (tomba, filicorno, contabbasso, pianoforte, elettronica) e Davide Guidoni (batteria e percussioni). Fedele al principio “squadra che vince, non si cambia”, Salvo Lazzara è ripartito proprio dalla formazione che aveva dato vita al disco precedente, e insieme a loro ha inciso il suo nuovo album, “Imperfetta Solitudine”, disco che raccoglie undici brani, che nel loro insieme rappresentano una svolta verso una dimensione quasi cameristica del suono, ora incentrato sulla contaminazione tra jazz minimal, sonorità acustiche e possibilità espressive dell’elettronica. A riguardo il chitarrista siciliano spiega: "Avevo voglia di mescolare le stesse varie influenze e approcci tecnici del precedente album, lo stesso amore per l’elettronica e la stessa tensione filmica, ma con maggiore “misura”. InImperfetta Solitudine c’è un filo conduttore di tipo narrativo, uno stratagemma a livello compositivo che parte dal proposito di fondere esperienze musicali diverse, senza confonderle". L’ascolto svela un disco dal fascino cinematografico, in cui il dialogo tra la chitarra di Lazzara e la tromba di Pietropaoli, sostenuto dalle percussioni di Guidoni, evoca le immagini di un film denso di suggestioni immaginifiche. Ad aprire il disco è la chitarra arpeggiata di “Barcarola”, che avrebbe fatto una gran bella figura in uno dei dischi di Steve Hackett, ma giò con la successiva “Cerchi D’Acqua” si viene catturati dalle sue atmosfere quasi western. Nelle composizioni di Lazzara e Pietropaoli non c’è nulla di scontato, composizione ed improvvisazione viaggiano di pari passo, e se tanti sono gli echi di influenze musicali che spaziano dal jazz alla world music fino a toccare il prog, ad accomunarli c’è la scelta di tempi e registri medi. Le percussioni asiatiche di Guidoni impreziosiscono poi “Danza Notturna”, che con il suo incedere quasi misterioso, ci porta prima verso "Calce E Carbone" e poi alla rarefatta “La Colomba E Il Pavone”. La polifonia di “Tournesol” apre invece al strada ad uno dei vertici del disco “Prima Dell’Estate” in cui all’elettronica si accompagna l’ottimo fraseggio ritmico di Guidoni. La chitarra di Lazzara ci invita poi alla danza con “Scirocco”, ma è solo un momento prima che faccia capolino la suggestiva title track, eseguita dal solo Lazzara. Chiudono il disco “Sensitive”, talking sperimentale dalle tinte delicate in cui spicca la voce recitante di Clarissa Botsford, e la romantica ballad narrativa, “Verso Casa”, altro vertice compositivo del disco. Orientando maggiormente il suono verso il jazz, Salvo Lazzara con “Perfetta Solitudine” ha costruito un disco denso di poesia, che non mancherà di affascinare quanti gli dedicheranno un attento ascolto. 


Salvatore Esposito