Greg Trooper - Incident On Willow Street (Appaloosa/I.R.D., 2013)

Fieramente nella schiera dei cantautori americani più sottovalutati degli ultimi anni e lontano dai clamori dello showbiz, Greg Trooper vanta un percorso artistico intenso ed appassionato, speso ad inseguire le sue ispirazioni, dividendosi tra New York, il Texas, il Kansas, e poi anche Nashville e l’Europa, ma soprattutto a mettere in fila una discografia di pregio in cui spiccano alcuni eccellenti dischi come "Straight Down Rain" del 2001 e quel gioiello che era “Make It Through This World” del 2005, in spiccava una delle canzoni più belle di sempre “This I’d Do”. Dotato di un songwriting con pochi eguali, ed apprezzatissimo da molti dei suoi colleghi come Steve Earle, Tom Russell, e Billy Bragg, Greg Trooper, inspiegabilmente è sempre rimasto ai margini della scena musicale americana, e questo anche per difendere il suo assoluto senso di indipendenza intellettuale. A due anni da “Upside-Down Town” lo ritroviamo con un nuovo disco, "Incident On Willow Street", disco pubblicato già in Olanda lo scorso anno grazie al finanziamento di una raccolta fondi, e che di recente è stato ristampato dall’etichetta italiana Appaloosa Records, fondata nel 1979 da Franco Ratti e che di recente è tornata in attività, dopo uno stop forzato di alcuni anni, grazie a Tommaso Demuro, Simone Veronelli e al cantautore Andrea Parodi. Non ci sarebbe stato modo migliore per battezzare la rinascita della leggendaria etichetta italiana, infatti ci troviamo di fronte ad un altro disco prezioso firmato da Greg Trooper, con buona pace di quanti si sono affrettati a catalogarlo come la solita solfa made in USA. Il disco ci regala dodici brani di pura bellezza, prodotti dal bassista Steve Lerman, ed incisi con un pugno di musicisti di tutto rispetto tra cui spicca Larry Campbell (chitarra acustica, elettrica, pedal steel, mandolino, fiddle, Iris bouzouki, banjo e piano), Kenneth Blevins (batteria9, Jack Saunders (basso e contrabbasso), Oli Rockberger (organo, piano e pianoforte elettrico), il figlio Jack (batteria) e Lucy Wainwright Roche (cori). Greg Trooper approccia il songwriting cogliendo le sfumature della quotidianità attraverso istantanee di umanità dense di poesia, come nell’iniziale “All The Way To Amsterdam” in cui canta di una ragazza che sogna di andare in Olanda, per liberarsi di una famiglia che le va stretta, o ancora dell’amore finito in malo modo della ballata declinata in chiave irish “Mary Of The Scots In Queens”. L’ascolto ci conduce attraverso momenti di puro godimento spaziando dal trascinante folk-rock di “Good Luck Heart”, a spaccati folkie di grande intensità come “Steel Deck Bridge” ed “Amelia” fino alle battute finali in cui a farla da padrone sono le atmosfere country di brani come “Diamond Heart”, “This Shitty Deal” e “The Girl In The Blue”, quest’ultima caratterizzata da ritmi in levare che rimandano a certi episodi di Jimmy Buffett. Tra le sorprese non manca un trascinante talkin’ rock con “Living With You”, e una scheggia dei giorni del Grenwich Village con la superba ballata in bianco e nero “The Land Of No Forgiveness”, tuttavia il vertice del disco lo si tocca con la magnifica ballata dai toni soul “Everything's A Miracle”, caratterizzata da un testo profondo e denso di poesia reso ancor più toccante dal cantato di Greg Trooper. Chiude il disco una speciale bonus track solo per l’edizione italiana, una versione dal vivo di “Ireland”, registrata a Houston, ed originariamente presente su “Ewerywhere”, del 1992. “Incident On Willow Stret” è uno di quei dischi senza tempo, che meritano un posto di riguardo nella discografia di quanti amano il cantautorato americano. Una nota di merito finale va ancora alla Appaloosa Records, che ha arricchito la versione italiana del disco anche con i testi tradotti, e ciò contribuisce non poco a stabilire tra le canzoni di Trooper e l’ascoltatore un rapporto di amore profondo. 


Salvatore Esposito