Speciale Videoradio: Lorena Fontana, Gianfranco Continenza

Lorena Fontana - A Vision (Videoradio, 2013) 
Cantante jazz, autrice e compositrice, Lorena Fontana, vanta un percorso artistico molto articolato che l’ha portata a collaborare con musicisti del calibro di Geoff Warren, Paolo Fresu, Kenny Wheeler, John Taylor, Andrea Centazzo, George Russell, Area Tavolazzi, e Stefano Bollani, nonché a scrivere jingles per la tv, e canzoni di successo come “L’angelo caduto” per i Nomadi. Parallelamente alla sua attività di compositrice, negli anni ha dato alle stampe quattro dischi, tra cui va menzionato lo splendido “Guccini in Jazz” del 2004. Il suo nuovo album “A Vision”, nasce dalla sua passione per la musica popolare brasiliana di Jobim e Djavan e per quella cilena, che per l’occasione ha voluto declinare in chiave jazz, ma anche su suggerimento di Betty Carter, che qualche tempo fa le consigliò di realizzare un disco che potesse piacere tanto agli addetti ai lavori, quanto anche agli ascoltatori occasionali. Registrato interamente a Los Angeles, il disco vede la partecipazione di un gruppo di eccellenti musicisti della scena West Coast statunitense come Alan Michael Rosen (sax), Mitchel Forman (piano), Edwin Livingston (contrabbasso), e Ralph Humphrey (batteria), tutti strumentisti dal prestigioso curriculum artistico. L’ascolto rivela un disco ricco, magistralmente suonato, pieno di sfumature da cogliere, immergendosi nei vari brani, in cui a dominare è l’intensa voce di Lorena Fontana, supportata magistralmente dai vari strumentisti, che nel corso di ogni traccia sviluppano un interplay elegante, e raffinato. Ad aprire il disco è la splendida versione di “Gracias A La Vida” di Violeta Parra, a cui segue l’autografa “Music Is An Isle”, che apre la strada ad un intercalarsi continuo di composizioni originali e riletture. Spiccano in modo particolare “Two Kites” di Jobim, cantata con grande trasporto e partecipazione dalla Fontana, la splendida “The Maestro” di Cedar Walton” e quel gioiello che è “Estrada Branca” ancora dal repertorio di Jobim. Sul versante delle composizioni originali piacciono le fascinose “Cinderella” e “What I’m Worth”, tuttavia il vertice del disco arriva con la conclusiva “Flor De Lis” firmata da Djavan, che brilla non solo per l’eccellente interpretazione della Fontana ma anche per lo splendido arrangiamento che la caratterizza. “A Vision” è insomma un disco tutto da ascoltare per immergersi nell’ispirazione di Lorena Fontana, scoprendo le sue doti vocali, la sua scrittura, e la capacità interpretativa, che la porta a far proprie le composizioni degli autori a cui si ispira.


Gianfranco Continenza – Dusting The Time (Videoradio, 2013) 
Apprezzato chitarrista e compositore, Gianfranco Continenza, nel corso della sua carriera ha raccolto grandi apprezzamenti a livello internazionale, guadagnandosi anche la fama di “Guitar Wizard” jazz fusion. Formatosi al Musicians Institute di Hollywood, il suo percorso artistico si è caratterizzato per numerose collaborazioni e per una intensa attività didattica con la sua Contemporary Music Academy, una delle più avanzate realtà didattiche a livello europeo, e presso il Conservatorio di Pescara dove ha insegnato anche Teoria Musicale. Dopo aver esordito nel 2008, con il disco “The Past Inside The Present” in cui spiccavano le presenze di Bill Evans e Scott Kinsey, Gianfranco Continenza ha di recente dato alle stampe il suo secondo album “Dusting The Time”, a cui hanno partecipato alcuni special guest d’eccezione come Don Mock, Bob Mintzer, John Beasley, Mark Egan, Michael Manring, Tetsuo Sakurai, Walter Martino, Alessandro Centofanti, e Dino D’Autorio. Il disco, come suggerisce il titolo, è un salto in dietro nel tempo, un occasione per Gianfranco Continenza per guardarsi alle spalle e riscoprire tutte le influenze musicali che hanno caratterizzato il suo vissuto artistico non solo in ambito jazz. Ciò consente all’ascoltatore più attento di cogliere nel profondo le tante sfumature che permeano il suo stile chitarristico, spaziando dal rock al reggae, dalla musica latin quella contemporanea e al progressive. I tredici brani che caratterizzano “Dusting The Time” sono così il lasciapassare per la scoperta di un approccio musicale che non conosce barriere stagne, ma mostra uno sguardo aperto e curioso verso sonorità differenti. Basta, infatti, ascoltare l’accattivante title track per comprendere come Continenza si muova su percorsi di ricerca sonora originali, tra armonie modali, e assoli di grande bellezza come quello di sax di Mintzer e quello di chitarra dello stesso Continenza. Pregevole è poi anche “Swingin’ Into Reggae”, il cui titolo è molto indicativo per descrivere il crossover che la caratterizza, con il basso freatless di Manring a dettare i tempi, e un assolo di chitarra di alta scuola di Continenza. Si passa poi al 6/8 dell’onirica “Walkin’ Your Way” in cui in successione si apprezzano gli assoli di Manring, Beasley , Mintzer e Continenza, che ci conducono al finale in cui spicca Martino alla batteria. Di pari bellezza ed intensità sono anche “Face The Truth” impreziosita dall’hammond di Centofanti e dal basso di Tetsuo Sakurai, l’acustica “Dinner On Melrose Avenue”, nella quale si apprezza un coinvolgente dialogo tra la chitarra di Continenza e quella di Don Mock, e “Things Could Change”, una bossa nova in 5/4 di rara bellezza. Insomma “Dusting The Time” è un disco prezioso, non solo per la qualità e la fama degli strumentisti, che hanno collaborato alla sua realizzazione, ma soprattutto per la qualità delle composizioni. Una delle migliori produzioni di quest’anno per la sempre attiva Videoradio. 


Salvatore Esposito