Ed Harris, Da Miami a Flagstaff Sull’Onda Celtica

Se si pensa alla “chitarra celtica” vengono subito in mente nomi formidabili come Davey Graham, agli albori del revival, poi John Renbourn, Bert Jansch, Dan Ar Braz, Pierre Bensusan, Míchaél Ó Domhnaill, Martin Simpson, e ancora più recentemente, Soig Siberil, Steve Cooney, John Doyle e Danny Cahill. E l’elenco potrebbe ben continuare! Sono artisti dagli stili diversi, ma accomunati dal virtuosismo e dalla ricerca delle possibilità di suonare la musica popolare di matrice anglo-celtica ma non solo, utilizzando strutture melodiche ed ornamentazioni tradizionali e accordature non standard. Oggi presentiamo un figura eclettica della “musica celtica” degli States: è Ed Harris, musicista nato a Miami in Florida, che oggi vive e suona a Flagstaff in Arizona. Il suo stile è acustico e melodico, con un senso che potremmo definire classico dell’Irish traditional music. Partendo da un background musicale classico, Harris riesce a esprimere uno stile molto personale. Pur essendo un multistrumentista, ha fatto della chitarra il suo strumento principale, trasponendo le tessiture degli strumenti tradizionali, servendosi di un gioco di dita più libero rispetto al dettato tradizionale, è riuscito a dar vita a un sound che combina pattern moderni e tecniche classiche. Autore poliedrico, Harris ha da poco ultimato la colonna sonora del documentario "Film Folk”. Di recente produzione anche il CD “Two Rivers”, il cui singolo eponimo ha già avuto un ottimo riscontro sul web. 

Sei un polistrumentista, quanti strumenti suoni? 
Il mio strumento principale è la chitarra acustica, ma per circa 22 anni ho suonato anche il violino. Suono anche mandola, mandolino, tenor banjo, dobro, basso acustico, tastiera e pianoforte. Anche se non è uno strumento antico, la chitarra di strada ne ha fatta, e da anni è ormai accettata nel mondo della musica tradizionale. Certo di tradizionalisti tutti d’un pezzo in giro ce ne sono, ma il genere è sempre stato ricettivo verso le nuove aggiunte dal punto di vista strumentale. Ho visto perfino tastiera elettrica e basso portati alle session! 

Sei un chitarrista, ma nella tua musica non manca la componente vocale… 
Nel mio repertorio ci sono un paio di brani in cui uso il canto. C’è un mucchio di belle ballate là fuori! Tuttavia non mi sono mai considerato un cantante, i miei punti di forza sono la composizione, arrangiamento e strumentazione. 

Nascono le tue canzoni? 
A quali temi ti ispiri nel comporre i tuoi brani? Scrivo e compongo le mie canzoni o arrangio brani. È la vita in generale ad ispirarmi. Proprio di recente ho composto un pezzo strumentale in commemorazione di mio fratello più giovane che ha perso la sua battaglia con il cancro due anni fa. Come strumentista, la mia espressione passa attraverso l'arrangiamento e la strumentazione per trasmettere un sentimento o un’emozione, il che a volte è più impegnativo rispetto a quello che fa un cantante con la sua voce. 

Come ti sei avvicinato al mondo della musica? 
Mia madre mi ha introdotto alla musica in età molto precoce, a 5 o 6 anni. Ha visto qualcosa in me quando cantava per me da bambino. Allora ho iniziato a suonare la chitarra e non ho mai smesso. Ho suonato la tromba durante i miei anni di scuola superiore dopo aver fatto parte di una orchestra jazz. Questi sono stati i miei primi passi nel mondo della musica. 

Quali musicisti ti hanno ispirato? 
All’inizio sono stato ispirato da Al Hirt, Louis Armstrong, Herb Alpert, e durante la mia adolescenza da artisti del calibro di Chet Atkins, James Taylor, Jim Croce, Andrés Segovia e tanti altri … Ho sempre avuto una passione per tutti i generi musicali. 

C'è una lunga tradizione che collega la chitarra alla musica folk e tradizionale, qual è il tuo rapporto con questa tradizione? 
Ho iniziato a suonare la chitarra in tenera età e sono passato attraverso l'interesse per una serie di generi diversi durante la crescita. A differenza di molti chitarristi adolescenti che sognavano di diventare rock star, ero stato incuriosito dall’atmosfera e le tonalità terrose e ricche della chitarra acustica. Ho immaginato il tipo di stile di dita da utilizzare per non strimpellare accordi o semplicemente tirar fuori singole note. All’inizio, ho imparato a suonare la chitarra nel tradizionale "Carter style", lo stile reso popolare dal gruppo folk-bluegrass noto come Carter Family. Le sorelle Carter avevano sviluppato una tecnica con cui durante la riproduzione di un pattern di basso alternato molto particolare con il pollice, le altre dita potevano seguire una semplice melodia o un modello complementare dietro di esso. Il genio di Chet Atkins ha elevato questo stile di suono ad un livello completamente nuovo. E presto iniziai a imparare e suonare il suo materiale. Più tardi, nei miei primi anni adulti, ho studiato chitarra classica per un paio di anni con José Serrano, un chitarrista classico ben noto. Ho continuato ad esplorare i miei interessi in diversi stili e tecniche che includevano bluegrass, new-grass, jazz, blues, ecc. Tuttavia, quando per la prima volta ho ascoltato musica celtica circa 25 anni fa, ho subito avvertito un legame. Ho deciso che questo era il genere che poteva connettermi a molti livelli, da allora la mia attenzione si è concentrata su di essa. Artisti del calibro di John Coulter, Al Petteway, John Doyle e Martin Simpson sono stati grandi influenze lungo questo cammino. La mia formazione classica, combinata con le mie influenze folk hanno aiutato a ritagliarmi il mio senso dello stile all’interno del genere. Essere un multistrumentista ha contribuito immensamente nel coltivare e attuare idee diverse, diverse modalità e arrangiamenti. 

Quali sono i tuoi riferimenti artistici nel mondo della musica folk? 
I miei riferimenti artistici nel folk attingono principalmente al mio retaggio familiare: quando i miei antenati vennero per la prima volta in America da Irlanda e Scozia e si stabilirono nei monti Appalachi del Nord e Sud Carolina. Questo era il modo prima che l’America fosse una nazione. Con loro, hanno portato le canzoni e melodie dalla loro patria, e che sono ancora molto diffuse in questa regione oggi e io ho sempre sentito una connessione forte e personale con questa musica. 

Perché hai scelto la musica cosiddetta celtica? 
Potrei continuare per ore su questo! Prima di tutto, trovo molto gratificante essere in grado di connettermi con il mio retaggio ancestrale ad un certo livello. Musicalmente, in ogni caso, le qualità modali inerenti al genere, la serie di intonazioni strumentali e i testi, con ricchi ma sottili ritmi complessi, mi hanno attirato… nella bella ragnatela nel corso degli ultimi 22 anni. Come artista, non si potrà mai diventare ricchi suonando la musica celtica o la musica folk, ma c’è qualcosa da dire in merito a preservare la musica tradizionale e reinventare la canzone tradizionale. 

Qual è il tuo punto di vista sul rapporto tra tradizione e innovazione? 
La musica più arcaica ha fornito agli artisti di oggi il fondamento della musica moderna. Recentemente c'è stato un risveglio della musica celtica ed è stata meravigliosamente intrecciata con influssi spagnoli, africani, insieme ad altre influenze musicali e culturali, il che è molto eccitante! Un grande sforzo è stato fatto per preservare la musica celtica tradizionale come era stata suonata storicamente, ma stiamo anche vedendo nuove interpretazioni di musica tradizionale per mezzo di una nuova generazione di “hot pickers” and “new-grass” aficionados! Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un rinnovato interesse per la musica celtica e tradizionale in generale. Questo è evidente nella crescita delle sessions in ogni area metropolitana del mondo, così come l’aumento della partecipazione alle feste popolari, l’incremento nelle vendite di strumenti acustici, e così via! 

Qual è il legame tra musica celtica e gli Stati Uniti? 
Molto semplicemente musica celtica e irlandese sono profondamente radicate nella cultura americana. Si tratta di una parte importante della storia americana. Immigrati irlandesi portarono la musica con loro quando arrivarono in America. La maggior parte di loro si stabilì nell’area dei Monti Appalachi, lungo la parte orientale degli Stati Uniti e sono stati denominati "Hillbillies". Un popolo molto orgoglioso, un gruppo estremamente indipendente, in cui la gente passava il tempo libero seduta sulla veranda a suonare le vecchie canzoni tradizionali della loro patria. Mentre le melodie erano cantate e suonate, le variazioni apportate a questi brani, così come le nuove composizioni venuti alla luce, hanno determinato una variazione di stile e di tecnica. A queste innovazioni sono stati dati nomi come American Folk Music, Old Time Music, Bluegrass, e negli ultimi 15 o 20 anni, abbiamo visto una nuova generazione di hot pickers che hanno creato "newgrass" facendo "jazzing" su brani standard di bluegrass. Quindi , non è sorprendente che anche la popolarità della musica celtica negli Stati Uniti sia riemersa. È particolarmente forte negli stati del Sud Est degli USA: Nord e Sud Carolina, Tennessee, Kentucky, Georgia sono tra gli stati più ricchi nel preservare questo genere nella tradizione del luogo in cui era nato. Ho attraversato tutto il Paese negli ultimi 12 anni, e sono sempre stato in grado di trovare una session o associazione musicale rivolta a preservare questa musica meravigliosa. 

Con il tuo stile a quale pubblico ti rivolgi? 
Sono una persona molto riservata e mi sento più comodo nel mio studio di registrazione. Io sono un multistrumentista e questo rappresenta una sfida quando si suona fuori. Tuttavia partecipo spesso a session di musica irlandese e mi sono mantenuto attivo in diverse associazioni musicali folk, il che mi ha permesso di esibirsi in vari festival e concerti. La maggior parte del mio pubblico viene dalle mie parti. Ci hanno conosciuti soprattutto quando mia moglie Judy ed io ci esibivamo insieme facendo musica folk. Tuttavia, grazie alle nuove tecnologie, la mia musica ha guadagnato un pubblico globale molto più ampio, il che è assolutamente meraviglioso perché ora la collaborazione e lo scambio interculturale sono finalmente possibili! 

Qual è il tuo ultimo lavoro? 
Ho appena finito di preparare la colonna sonora per "Film Folk”, un documentario, che è il mio terzo progetto per film realizzato per questa produzione. Il documentario è la storia vera di una coppia che ha lasciato un lavoro ben pagato a New York per seguire il sogno di aprire un teatro irlandese nel Maine. Bellissimo film! 

Nel mese di dicembre sarà pubblicato il CD "Two Rivers". Da chi è prodotto e dove viene distribuito? Che tipo di pezzi possiamo trovare nell'album? 
Sono molto entusiasta di questo progetto . Il CD è prodotto sotto la mia etichetta, “Harris Music", e sarà distribuito in tutto il mondo tramite i-Tunes, Amazon, Rhapsody, Spotify, Google Play, e circa 74 altri distributori. Ho incluso un po’ di tutto su questo album. Lo descriverei come un progetto contemporaneo celtico strumentale, che include alcune arie tradizionali come “Congress Reel”, “Star Above The Garter/Reverend Brothers”, e “Out On The Ocean”. Ho incluso anche alcune composizioni per chitarra come "Two Rivers ", “Home By The Fire” e “In Cinq”. Tutto dal tradizionale al contemporaneo, questo CD offre una buona varietà di musica, pur mantenendo le sue radici nel mondo celtico. Tutta la musica che sento e scrivo la considero bella, tuttavia ho ricevuto i riconoscimenti più alti per "Two Rivers" e “Lament A Dearthair (A Brother’s Lament)”, che ho scritto in ricordo di mio fratello. 

Il futuro di Ed Harris? 
Continuare a massimizzare ogni giorno e momento da numero uno! Spero di continuare a fare musica finché sarò in grado e di continuare a crescere come musicista. Continuo a condividere apertamente la mia musica e donare i proventi in beneficenza. Se la mia musica si connette o si ispira a qualcuno in qualche modo, allora tutto ciò che faccio vale la pena di essere fatto. Tutto quello che faccio musicalmente, è per l'amore per la musica e per connettersi in qualche modo con gli altri ... niente di più. 



Elio Errichiello