Stefano Valla e Daniele Scurati – Per Dove Tu Passi (Un Film Di Davide Bonaldo) (Aditi Image/Felmay, 2013)

Questa volta parliamo di un film che è al contempo ritratto di due artisti, tra i più importanti della musica popolare in Italia, e racconto di un territorio, crocevia di valli appenniniche tra il corso dei fiumi Trebbia, Scrivia, Borbera e Staffora, noto come Quattro Province. Stefano Valla (piffero) Daniele Scurati (fisarmonica) sono i due protagonisti del perpetuarsi del repertorio da danza dell’oboe popolare ad ancia doppia, simbolo di quest’area di comunanze culturali, attraverso la loro pratica sonora nelle feste e nei rituali di paesi e contrade, ma anche formando nuovi suonatori alla loro scuola. Ci riferiamo ad un territorio interregionale in cui resiste un repertorio ancora funzionale di danze tradizionali precedenti l’affermazione del ballo di coppia, alcune delle quali con accentuate connotazioni rituali e simboliche. Qui il piffero è accompagnato dalla fisarmonica cromatica, che nella prima parte del secolo scorso ha soppiantato la musa, la cornamusa appenninica; la lunga pratica di coppia ha fatto sì che i due strumenti abbiano raggiunto una comunione più che unica in termini sia di tecnica che di spirito interpretativo. Da notevoli musicisti quali sono, Stefano e Daniele si pongono in continuità con il linguaggio popolare, ma fondono magistralmente la loro sensibilità contemporanea, che si traduce nella capacità di aggiungere sfumature ritmiche e armoniche ai due strumenti tradizionali nonché di dialogare con il jazz, la classica, la canzone d’autore. Cresciuto sotto l’egida di Ernesto Sala, grandissimo pifferaio di Cegni (PV), Stefano ne ha raccolto il testimone con un’energia davvero ragguardevole: da qui la volontà di mantenere vibrante la cultura di tradizione orale di questa area montana, e di favorirne la diffusione, prima con I Suonatori delle Quattro Province, poi dal 2000 in coppia con Daniele, musicista colto, ma in un certo senso anche autorevole erede del fisarmonicista Andrea “Taramla” Domenichetti, altra figura chiave della musica locale. 
Il film ritrae la coppia ed altri musicisti nella dimensione festiva e concertistica, perché se è vero che la musica per piffero e fisarmonica, insieme ai canti polivocali tuttora vivi, sono colonna sonora di balli, feste e rituali, quella di Valla e Scurati è anche potente musica d’ascolto, di un magia davvero unica, come testimoniano i loro concerti all’estero, anche in templi della musica colta, dove non regnano l’ignoranza o il pregiudizio nostrani. Oltre a raccogliere i suoni, Il film (con sottotitoli in inglese e francese) del regista e videographer Davide Bonaldo ci porta sui crinali appenninici, dà la parola a studiosi come Bruno Pianta, il primo etnomusicologo venuto a documentare il lavoro di Ernesto Sala negli anni Settanta del secolo scorso, e Mauro Balma, altro esperto del mondo musicale appenninico e del canto polivocale ligure, ma anche ad artigiani costruttori di strumenti e ad altri suonatori, di oggi e di ieri: scorrono le immagini e i ricordi di personaggi carismatici, dai tratti perfino leggendari, della cui arte e gesta sono ancora imbevuti i luoghi e i racconti locali: parliamo di Jacmon, Taramla, Baciunein, Ernesto. Si attraversa il presente della musica delle Quattro Province per provare a pensare quale potrà essere il futuro di un patrimonio culturale unico e raro del nostro Paese. Per chi conosce la musica di Valla e Scurati il film costituisce un ulteriore significativo tassello della loro carriera, per chi non ha mai ascoltato questa musica potrebbe rappresentare una notevole scoperta. 


Ciro De Rosa