Massimo Cotto, Mauro Ermanno Giovanardi e Matteo Curallo – Chelsea Hotel (Produzioni Fuorivia/EGEA, 2013)

A New York, e precisamente a Manhattan al 222 West della 23rd Street, tra la Seven e l'Eight Avenue, c’è un luogo che più di ogni altro in quella città ha fatto la storia di rock. E’ il Chelsea Hotel. Definirlo semplicemente un albergo è molto, troppo riduttivo, è piuttosto una sorta di Pantheon di un mondo e di un arte che non esistono più. La sua facciata di mattoni rossi, i suoi dodici piani, racchiudono una serie infinita di storie, ricordi, aneddoti, ora esaltanti ora terribili. Nelle sue stanze, infatti, hanno soggiornato i protagonisti della scena musicale e culturale del Novecento, e in quelle stanze sono nate spesso le loro creazioni più belle ed affascinanti. Da quelle stanze sono passati tutti, e in qualche modo quelle stanze hanno lasciato un segno. A celebrare questo mito della storia del rock è “Chelsea Hotel”, spettacolo teatrale di grande successo, giunto alla sua terza stagione, che ha visto protagonisti sul palco un narratore, Massimo Cotto, voce storica delle radio italiane e giornalista rock tra i più apprezzati; un cantante, Mauro Ermanno Giovanardi, e un musicista, Matteo Curallo che si destreggia tra piano e chitarra. Ora questo fortunato progetto che mescola musica, storia del rock e teatro, è diventato anche un cofanetto, realizzato da Produzioni Fuorivia e distribuito da Egea Music, che contiene due dischi con le registrazioni dello spettacolo in scena il 2 febbraio 2013 presso il Teatro Alfieri di Asti, e un libro con i monologhi firmati da Massimo Cotto. Sebbene l’ascolto riesca a rendere solo parzialmente il fascino e la bellezza dell’azione scenica sul palco, questo doppio disco ci consente comunque di apprezzare a pieno tanto svolgersi dell’intreccio narrativo, nel quale a farci da guida è la voce di Massimo Cotto, che di stanza in stanza ci racconta la storia di chi vi è passato, quanto le canzoni interpretate magistralmente da Mauro Ermanno Giovanardi. Ad aprire il primo disco e con esso le porte del Chelsea Hotel è “Femme Fatale” che Lou Reed scrisse per Edie Sedgwick, una delle muse più belle di Andy Warhol morta a 28 anni per overdose. Entra poi in scena la voce di Massimo Cotto che ci accompagna man mano attraverso le stanze tra aneddoti, e schegge di passato, fino alla bella versione pianistica di “I Wanna Be Yoru Boyfried” dei Ramones. Subito dopo arriva il racconto della fugace storia di sesso ed amore che vide protagonisti Janis Joplin e Leonard Cohen, e le cui tracce sono rimaste indelebili nella splendida “Chelsea Hotel #2” di cui Mauro Ermanno Giovanardi con la complicità di Matteo Curallo alla chitarra ci offre una versione molto sentita ed intensa. Il Chelsea Hotel è stato però luogo anche di delitti efferati, come quello di Nancy Spungen accoltellata nella stanza numero 100 da Sid Vicious, che Mauro Ermanno Giovanardi ricorda interpretando la sua strampalata versione di “My Way” dal repertorio di Frank Sinatra. Incontriamo poi Edith Piaf, e la sua indimenticabile “La Vie En Rose” fino a toccare “Albergo A Ore” di Herbert Pagani. Grazie ai racconti di Cotto incontriamo altri protagonisti del Chelsea Hotel, come Patti Smith della quale Mauro Ermanno Giovanardi interpreta “Dancing Barefoot”, e Bob Dylan, che nella stanza numero 211 scrisse quel capolavoro che è “Sad Eyed Lady Of The Lowlands”, e dal cui repertorio viene ripresa “Blowin’ In The Wind”. Il Chelsea Hotel non ha ospitato però solo musicisti rock ma anche scrittori come Arthur Miller che lì completò “Dopo La Caduta” o registi come Milos Forman, ed idealmente in questo immenso affresco di storie Massimo Cotto ha voluto inserire anche un poeta maledetto italiano Piero Ciampi con la sua “Il Vino”, che ci conduce al finale con “I Can’t Help Falling In Love” di Elvis Presley. Si chiude così questo pregevole lavoro che unisce il fascino affabulativo del racconto ad un pungo di canzoni indimenticabili, raccontandoci una delle storie più belle della storia del rock.


Salvatore Esposito