Branco Selvaggio – Ridin’ Again (Folkest Dischi, 2013)

“Gli anni sono trascorsi, le mode si sono susseguite tanto veloci da non starci più dietro, ma il Branco è sempre lì, alfiere e testimone di una musica che non muore mai”, così il collega Paolo “Crazy” Carnevale scrive nelle note di copertina di “Ridin’ Again” del Branco Selvaggio, storica band country-rock nata nel 1978, e guidata da Ricky Mantoan, che a buon diritto può essere definito il padre nobile di quella schiera di musicisti italiani, innamorati della roots music made in USA. Sebbene siano passati molti anni da “Riders Of The Universe”, che li segnalò al grande pubblico, il gruppo non ha mai abbandonato il campo, ma anzi ha proseguito con convinzione e coerenza nel suo percorso, più forte dei cambi di formazione e di quel tempo, che nella loro musica sembra riportarci dritto alla fine degli anni sessanta. Mancino naturale, Mantoan suona la chitarra con le corde capovolte, e il suo stile è ormai un vero e proprio marchio di fabbrica, ancor di più è quasi magia pura ascoltarlo alla pedal steel, di cui è stato uno dei primissimi suonatori in Italia. Al suo fianco troviamo poi lo storico chitarrista Luciano Costa, e l’impeccabile sezione ritmica composta da Dario Zara al basso e Beppe D’Angelo alla batteria. L’ascolto ci regala dodici brani autografi di pregevole fattura in cui emerge tutta la vivacità creativa del songwriting di Mantoan, in grado di coniugare una originale cifra stilistica con la psichedelia dei Grateful Dead di “American Beauty” e le armonie vocali dei Byrds, senza dimenticare il country rock cosmico di Graham Parson e dei Flyling Burrito Brothers. Brillano così brani come la travolgente “Down In Hell”, che apre il disco, la stradaiola “Long Riders” e quel gioiello che è “Just One More Chance” in cui a i cori troviamo Jessica Cavallari, e che lascia trasparire tutta l’energia e la compattezza sonora del gruppo. Non mancano anche alcune ballate come l’introspettiva “Winter Song” o la romantica “Song For You” quest’ultima tessuta su un bell’intreccio tra le chitarre ed armonica, e due interessanti brani strumentali ovvero “Country Jig” e “Nashville Rag”, che mettono in evidenza un superbo interplay tra la pedal steel di Mantoan e la chitarra di Luciano Costa. Vertice del disco è la poetica “Lay Down With Me” caratterizzata da un testo di pregevole fattura e da un arrangiamento ricchissimo dal punto di vista musicale, in cui abbiamo modo di apprezzare tutta la potenza evocativa della pedal steel di Mantoan. “Ridin’ Again” è, dunque, un disco senza tempo da ascoltare con grande attenzione, cogliendone ogni dettaglio dalla musica ai testi, che troviamo nel booklet debitamente tradotti. 


Salvatore Esposito