Vellamo – Vellamo (Autoprodotto/Soiva Recods, 2013)

Vellamo è il progetto artistico nato nel 2008, dall’incontro tra la cantautrice Pia Leinonen e il chitarrista Joni Tiala, due musicisti di base a Vaasa sulla costa occidentale della Finlandia, legati dalla passione per la musica folk e lo storytelling. Partendo da una profonda conoscenza della tradizione musicale della loro terra, il duo ha intrapreso un interessante percorso di ricerca che li ha condotti verso una originale cifra stilistica, in cui confluiscono sonorità ed atmosfere che rimandano ora al folk inglese, ora alla roots musica americana. Significativa in questo senso è anche la scelta del loro nome, che riprende quello di Vellamo, dea del mare raffigurata spesso con le sembianze di sirena e moglie di Ahti, poeta e mitologico eroe popolare. Dopo aver maturato una solida esperienza dal vivo, hanno deciso di dare alle stampe il loro primo album omonimo, prodotto da Ken Anderson degli Hungrytown (che suona anche basso e batteria) ed inciso nel Vermont ai Catcher Song Studios. Il disco raccoglie tredici brani, tra composizioni originali, reinterpretazioni e brani tradizionali, cantati tanto in inglese quanto in finlandese, e caratterizzati da eterei toni pastello ed atmosfere un po’ retrò in cui è facile ritrovare anche echi di Fairport Convention come della prima Judy Collins, o di Joan Baez. Durante l’ascolto si viene catturati dalla sinuosità e dal fascino degli intrecci vocali, ed in particolare dal timbro della voce della Leinonen, che si inserisce alla perfezione nelle trame acustiche di “Geordie” o nell’incursione nel folk-rock di “Silver Dagger”, per trovare il suo vertice interpretativo con il valzer appassionato di “Ja Se Mies”. Pregevoli sono anche il singolo “Lovebirds” in cui brilla la bella linea melodica, la divagazione nelle sonorità british di “Come On”, e i due brani che aprono il disco “Minne kulkee sinun matka” e “Juokse Frank juokse”. Insomma questo disco di debutto dei Vellamo è l’occasione per scoprire un progetto musicale interessante, per nulla scontato ma anzi caratterizzato da un approccio musicale aperto ed eclettico, che non mancherà di affascinare gli ascoltatori. 


Salvatore Esposito