Prendas – Prendas Live In Sardinia (Edizioni Musicali Bagutti/Fonola Dischi, 2013)

Nati nel 1987 ad opera di Giovanni Marongiu, armonizzatore del Coro San’Alene di Tula e maestro di canto a cappella della parrocchia di San Sebastiano e di Santa Lucia in Berchidda, i Prendas vantano un percorso artistico molto intenso nel corso ad una intensa attività discografica è corrisposta una lunga serie di concerti in Italia come all’estero. Se nei primi album la loro musica si indirizzava essenzialmente verso la riproposta di materiali della tradizione sarda, successivamente rinnovatisi tanto nella formazione quanto nella ricerca stilistica, i Prendas hanno concentrato le loro energie sulla realizzazione di brani originali, ispirati ai materiali popolari, ma caratterizzati da sonorità aperte verso contaminazione in chiave world. Significativo in questo senso è il loro ultimo disco in studio “Sole Ruju”, pubblicato nel 2010, in cui la ricerca si è focalizzata sull’intreccio tra la tradizione sarda e quella spagnola, in relazione non solo alla stratificazione culturale caratterizzata dalle influenze arabe, nord africane, ma anche greche e balcaniche, ma anche alle sonorità più arcaiche come quelle bizantine. Tale lavoro si è ovviamente sviluppato non solo in studio, ma anche dal vivo, e la conseguenza naturale di tale percorso non poteva che essere un disco live, che in qualche modo fotografasse lo stato dell’arte dei Prendas sul palco. E’ nato così “Prendas Live In Sardinia”, disco che raccoglie undici brani incisi dal vivo nel corso del concerto, tenuto il 24 agosto 2012 in Piazza del Popolo a Berchidda (OT), più un inedito in studio, che chiude il disco. Durante l’ascolto emerge chiaramente come sul palco il gruppo sardo punti a valorizzare maggiormente quel repertorio legato ai canti e ai balli allegorici della tradizione sarda, il tutto declinato in una visione sonora dai ritmi e dalle melodie trascinanti, in cui a dominare la scena è l’intreccio tra i fiati di Dorino Ruzzettu (flauto traverso, clarinetto, sax soprano, sulittu, e voce), gli strumenti a corda di Luca Usai (chitarre acustiche, bouzuki, mandola sarda, armonica a bocca e voce contra), mentre la sezione ritmica si regge sul basso del frontman Juanne Marongiu, e le percussioni di Arturo Pischedda, il tutto impreziosito dai controcanti di Delia Barca e dalla voce basso di Gianuario Mugoni (organetto, armonica a bocca, sulittu, trunfa). Il risultato è una fotografia molto federe di quello che sono i concerti dei Prendas, con brani ispirati tanto al canto a tenore come “Prokurade”, quanto alla danza (“Festa”, “In Su Ballu” e “A Ballare A Passu”), tuttavia il vertice del disco arriva con l’epica ballata narrativa “Hyknusa”, caratterizzata da un testo intenso e da una melodia trascinante. Un capitolo a parte lo merita invece “Rayo De Luz”, che rappresenta la continuazione del lavoro fatto con “Sole Ruju” sulle influenze che la tradizione spagnola ha avuto nella musica sarda e che qui trova la sua realizzazione più completa. 


Salvatore Esposito