Cantacunti – Il Martirio Di Otranto (Autoprodotto, 2013)

Attiva da circa un decennio, e con alle spalle cinque dischi, la compagnia di cantastorie I Cantacunti, nasce sotto la guida di Gianni Vico (voce, chitarra d’accompagnamento,chitarra classica, bouzouki, armonica), ed è attualmente composta da Maria Rosaria Coppola (voce, tamburello, voce narrante), Roberto Bascià (chitarra, mandolino), Antonio Libardi (flauto, ottavino) e Andrea Luperto (percussioni). Rifacendosi direttamente alle modalità narrative ed esecutive degli antichi cantastorie, che giravano di paese in paese portando le loro storie cantate, il gruppo salentino, ha voluto rileggere questa tradizione millenaria calandola nella modernità, arricchendone la struttura tipica con elementi che spaziano dal teatro alla canzone d’autore, dando vita a spettacoli di grande potenza evocativa. Elemento centrale dei loro spettacoli è sempre la narrazione di una storia, il cui intreccio viene sviluppato attraverso l’intercalarsi di parti cantate a spaccati recitativi, che fungono da elemento contestualizzante, mentre all’antico cartellone dei cantastorie, si è sostituita una successione di immagini proiettate sullo sfondo. Tra le opere più apprezzate dei Cantacunti c’è, senza dubbio, “Il Martirio di Otranto”, portata in scena per molti anni nelle varie piazze del Salento e della Puglia, e che di recente ha visto la sua pubblicazione ufficiale nel disco omonimo. La storia è quella ben nota del sacco di Otranto operato dalle truppe turche, guidate da Achmet Pascià nel 1480, che viene riscostruita attraverso nove episodi, di cui sette ballate e due temi strumentali, tenute insieme dagli struggenti versi del poeta salentino Giuseppe De Dominicis, recitati da Maria Rosaria Coppola. Dal punto di vista prettamente sonoro i brani si caratterizzano per gli arrangiamenti curati, ed allo stesso tempo essenziali, che mescolano gli stilemi tipici dei cantastorie, con influenze che spaziano dalla tradizione salentina alla musica antica. Durante l’ascolto si spazia così dalla poetica “L’Ora Meridiana”, che apre la narrazione e che ci conduce allo sbarco dei turchi, alla capitolazione della città de “I Fuochi Di Otranto”, fino a toccare le intense “Lu Mari Ntra Li Recchi” e “Ninna Nanna”, in cui incontriamo le storie dei pescatori, di un a madre distrutta dalla perdita dell’amato figlio. Tra i momenti più intensi vale la pena segnalare la commovente ballata d’amore tra Idrusa e il suo amato (“Antonio Torna Dal Mare”), l’epica “Primaldo” in cui si canta del rifiuto degli otrantini dell’abiura del cristianesimo, ed in fine “Cani Rraggiatu” in cui Achmet Pascià, è dipinto a tinte fosche come il vero sconfitto di questa storia. La storia dei Martiri di Otranto, raccontata già magistralmente ne “L’Ora di Tutti” da Maria Corti, nella versione dei Cantacunti acquista un fascino del tutto nuovo, raccogliendo in essa le atmosfere degli antichi cantastorie, ma anche la forza evocativa del teatro canzone. 


Salvatore Esposito