Scott Matthew – Unlearned (Glitterhouse/Goodfellas, 2013)

Dopo tre eccellenti dischi autografi con i quali ha raccolto i favori del pubblico e della critica, Scott Matthew ha intrapreso un nuovo progetto, volto a rileggere alcuni dei brani che in qualche modo hanno segnato il suo percorso artistico. Insomma, una scommessa non da poco, in quanto i dischi di sole cover, da sempre hanno rappresentato un campo minato per quanti hanno intrapreso progetti di questo tipo. E’ nato così “Unlearned” disco che raccoglie quattordici brani che spaziano attraverso i repertori di artisti e generi musicali differenti, mettendo insieme pop ballad d’annata come “I Wanna Dance With Somebody” dal songbook di Whitney Houston ad “Annie’s Song” di John Denver, passando per “To Love Somebody” dei Bee Gees. Il risultato è un lavoro di grande pregio che si caratterizza per interpretazioni intense e partecipate, da cui traspare come Scott Matthew abbia fatto propri questi brani, colorandoli di originalità anche negli arrangiamenti, su cui ha lavorato per sottrazione, facendo emergere l’anima più intima dei singoli brani, colorandoli di tinte tenui, sospese tra intimismo e malinconia. Durante l’ascolto brillano così le magnifiche versioni di “Love Will Tear Us Apart” dei Joy Division, qui proposta in una versione rallentata e quasi onirica, della deliziosa “Smile” di Charlie Chaplin cantata in duetto con Neil Hannon dei Divine Comedy, e di “Help Me Make It Through The Night” di Kris Kristofferson in cui fa capolino la voce del padre Ian. Di pregevole fattura sono anche “Darklands” di Jesus & Mary Chain, qui rivestita di un nuovo fascino introspettivo, “Harvest Moon” di Neil Young, e la sofferta “I Don’t Wanna Talk About It” dell’indimenticato Danny Whitten, Da non perdere sono poi anche le bonus track della versione digitale ovvero "Anarchy In The Uk" dei Sex Pistols, "Shipbuilding" di Elvis Costello, "Walk On By" e "Territorial Pissings" di Patti Smith. Insomma “Unlearned” con le sue trame alt-folk, è un piccolo gioiello nel quale alcuni classici del rock e del pop, trovano una nuova esistenza nelle belle interpretazioni di Scott Matthew. 


Salvatore Esposito