Lillo Quaratino – Parole Inutili (AlfaMusic, 2013)

Apprezzato contrabbassista jazz di grande spessore tecnico e con alle spalle un intenso percorso musicale, che lo ha visto collaborare con Folk Magic Band, Massimo Urbani, Steve Grossman, e Chet Baker, Lillo Quaratino, a distanza di cinque anni da “Fado Meridiano” torna con un nuovo album, “Parole Inutili” che raccoglie nove brani incisi con la partecipazione di alcuni eccellenti musicisti quali: Roberto Taufic (chitarra acustica ed arrangiamenti), Eduardo Taufic (piano), Giancarlo Maurino (sax tenore e soprano), Gabriele Mirabassi (clarinetto), Nicola Stilo (flauto) Roberto “Red” Rossi (batteria e percussioni). Si tratta di un disco elegante, ma allo stesso tempo sentito, i cui brani ruotano intorno al titolo provocatorio che sembra rimandare al contrario al peso e alla riflessività che nasconde ogni parole, e su cui Quaratino sembra voler indagare cogliendone il suono, il peso, il pathos, alla luce anche di quella sofferenza patita sulla sua stessa pelle durante la malattia che lo ha tenuto lontano dalle scena per diversi anni. Quasi avesse cercato di racchiudere la propria esistenza in questo disco, Quaratino attraverso queste nuove composizioni, ci schiude le porte del suo percorso interiore fatto di luci ed ombre, di spaccati solari e momenti crepuscolari. Sonorità eleganti avvolgono così brani dalla scrittura artigianale che mira a valorizzare la tecnica come l’improvvisazione, la melodia come le singole voci strumentali, come dimostra il superbo interplay tra il clarinetto di Mirabassi, il sax di Maurino e il flauto di Stilo in “Doodle”, “Saltapicchio” e “Turn Over”. Impasti timbrici e continui scambi nella linea melodica caratterizzano lo “straight jazz” in salsa latinoamericana della title track, o la più sofferta “Rosa Funebre”. A spiccare però in modo particolare è la superba ballad “La sognatrice di Ostenda”, una storia d’amore vissuta tra realtà ed immaginazione, le cui sonorità sembrano evocare ora lo stile ECM, ora echi mediterranei. Chiude il disco “Pugni In Tasca”, unico brano cantato del disco in cui spicca la voce di Marta Raviglia, che ci conduce in un atmosfera particolarissima in cui spaccati free si alternano alla recitazione, e a momenti più sperimentali. Insomma “Parole Inutili” è un disco dall’ascolto coinvolgente, che rapisce sin da subito l’ascoltatore, conducendolo man mano nel cuore dell’ispirazione di Lillo Quaratino. 


Salvatore Esposito