La Tresca – Tutto Torna Com’è (AiMusic/Egea)

Folk rock band umbra attiva da oltre tredici anni, La Tresca vanta un percorso artistico di tutto rispetto che li ha condotti ad esibirsi in tour in Italia e all’estero e ben quattro dischi all’attivo, nei quali hanno sviluppato un originale pastiche sonoro che li vede spaziare dall’irish folk alla musica tradizionale della loro terra fino a toccare il rock e l’urban folk. Guidato dal frontman Stefano Belardi (voce e chitarra), il gruppo è composto da Carlo Cempella (basso e cori), Claudio Giuliani (chitarra classica), Fabrizio Virgili (fisarmonica), Christian Arlechino (violino), Roberto Chiovelli (flauti), e Simone Possieri (batteria e percussioni). A distanza di quatto anni dal doppio live “Lasciate Libero Il Passo” li ritroviamo alle prese con “Tutto Torna Com’è”, disco che mette in fila dieci brani originali, incisi con la partecipazione di alcuni ospiti d’eccezione come Massimo Giuntini, Orla di Bandabardò e Gergely Trocsanyi, frontman degli ungheresi Hollywoodoo. Rispetto al passato il loro sound si è arricchito di nuovi elementi che abbracciano tanto il folk americano dei Mumford And Sons, quanto le eclettiche visioni balkan dei Gogol Bordello, ma ciò che più risalta è lo spessore e la maturità dei testi. Durante l’ascolto emerge chiaramente come La Tresca sia riuscita, partendo dalla tradizione musicale umbra, a dare vita ad un crocevia musicale dal quale far dipanare le strade della loro ispirazione e non è un caso che molti brani raccontino della loro terra (“Zio Pè” e “Pane e Cicoria”, per allargarsi a problematiche di carattere sociale e politico (“Anche Di Notte” e “L’Uomo Migliore”) fino a toccare spaccati più divertenti e leggeri come “Stressato” in cantata in duetto con Trocsanyi, ed “Estate”, dove addirittura fa capolino anche un accenno ad una pizzica salentina. Insomma “Tutto Torna Com’è” non è avaro di belle intuizioni e spunti interessanti, che dimostrano la grande versatilità de La Tresca in grado di mescolar momenti di riflessione a spaccati di puro divertimento. 


Salvatore Esposito