Yasmine Hamdan – Ya Nass (Crammed Disc/Materiali Sonori)

Guardi la copertina del disco e ti perdi nei suoi splendidi occhi neri, ma una volta messo su il disco è la sua voce a rapire la tua attenzione. Lei, Yasmine Hamdan, è una bellissima nonché talentuosa cantante libanese, con alla spalle esperienze musicali diversificate a partire dai primi passi mossi con i Soapkills, fino a toccare le collaborazioni con il produttore Mirwais, per il progetto Y.A.S., che ha fruttato il disco electro pop “Arabology”, e quella più recente con i CocoRosie. Dopo aver lasciato il Libano, la Hamdan si è trasferita a Parigi, in Francia, dove complice l’incontro con il produttore Marc Collin, ha aperto una nuova fase della sua carriera, volta a valorizzare le sue doti di cantautrice, ed in questo senso fondamentale è stata anche la vicinanza del chitarrista Kevin Seddiki, che ha contribuito a sviluppare alcune sue canzoni. Dopo aver rodato in concerto i nuovi brani, è nata l’idea di realizzare “Ya Nass”, disco che raccoglie tredici brani di pregevole fattura, alla cui realizzazione hanno contribuito alcuni ottimi musicisti come il già citato Kevin Seddik (chitarra), Thibaut Barbillon (chitarra e basso), Julien Deguines (chitarra), Mark Kodsi (chitarra), Sliman Kouidri (karabou e guimbri), Bruno Ralle (synt), nonchè Gaël Rakotondrabe dei CocoRosie (tastiere e programmazione), che ha prodotto ed arrangiato la splendida ”Enta Fen, Again”. Pubblicato inizialmente solo in Francia e Libano, “Ya Nass” è stato di recente ristampato con l’aggiunta di cinque nuovi brani dalla Crammed Disc, etichetta belga da sempre attenta ai fermenti della scena world mondiale. A caratterizzare i brani c’è una produzione attenta e meticolosa, volta a valorizzare tanto la voce della Hamdan, quanto le sue composizioni attraverso tessiture sonore in cui suoni world, pop ed elettronica si sposano in modo armonico ed originale. Laddove qualcuno ha azzardato a classificare questo disco come ethno pop, ci sentiamo di sottolineare come “Ya Nass” sfugga ad ogni classificazione, in quanto il disco è ricchissimo di ottime intuizioni sonore, come dimostrano le splendide “Shouei”, “Samar” o ancora “La Mouch”, che vibrano per intensità e suggestioni poetiche. A spiccare in modo particolare sono la nostalgica “Beirut”, l’elegante ballata pianistica “Aleb” e quel gioiello che è “Hal”, che forse rappresenta l’episodio in cui in maniera più evidente emerge la concezione cantautorale e sonica della Hamdan. Ad arricchire il disco è presente un curato booklet che raccoglie le presentazioni in inglese dei vari brani, e ben due bonus track, purtroppo disponibili solo per coloro che acquisteranno il disco su iTunes. “Ya Nass” è, dunque un debutto fortunato, che ci mostra sin da subito tutte le potenzialità di questa giovane cantautrice libanese, in gradi di far dialogare la tradizione musicale araba con il pop e la musica elettronica. 


Salvatore Esposito