Intervista con Gianni Berardi

In occasione del Meeting Internazionale del Tamburello, organizzato dalla Società Italiana Tamburi a Cornice, che si è tenuto a Roma dal 10 al 12 maggio, abbiamo intervistato Gianni Berardi, con il quale abbiamo ripercorso la sua formazione, che lo ha condotto ad essere tra i più apprezzati costruttori italiani di tamburelli, ed insieme abbiamo analizzato le varie fasi di lavorazioni dei suoi modelli unici, le diverse tipologie di percussioni da lui prodotte, per giungere ad un focus sul target della sua produzione. 

Dove e come hai imparato a costruire il tamburello? 
Da ragazzo, subito dopo i primi approcci al tamburello con Alfio Antico e Luis Agudo, la curiosità mi ha portato a tentare le prime sperimentazioni. Il mio punto di riferimento sono stati gli anziani di Montemarano, che mi hanno spiegato le loro tecniche di costruzione. 

Chi è stato il tuo maestro? 
Di maestri ne ho avuti molti. Non erano costruttori, ma suonatori che avevano iniziato a costruirsi i propri tamburi. 

Che rapporto c’era e c’è con la musica nella tua famiglia? 
Da quanto mi risulta nella mia famiglia non ci sono stati musicisti. C'erano però lontani parenti dotati di grande manualità artigiana. 

Quanto è durato l’apprendistato? 
Non è stato un vero apprendistato, ma un'esperienza dettata dalla curiosità e dalle necessità di un suonatore con tanta voglia di approfondire la sua passione. Perché questa per me è stata sempre una passione, come tante altre che porto avanti con amore. La mia professione riguarda la lavorazione del cuoio: sono specializzato nella modellistica e nella realizzazione di prototipi e ottimizzazione della produzione. Ho sviluppato abilità che mi sono tornate utilissime nella costruzione dei tamburi a cornice.  

Pensi di aver raggiunto il massimo come costruttore? 
Secondo me un costruttore non raggiunge mai il massimo. L'importante è cercare sempre di migliorarsi. Sicuramente essere anche un suonatore aiuta moltissimo per comprendere le migliorie da apportare agli strumenti. 

Che materiali utilizzi? 
I materiali da me usati principalmente sono: il legno, le pelli e metalli vari per tamburi a carattere tradizionale. Per ottenere risultati diversi e per esigenze particolari entrano in gioco prodotti moderni con caratteristiche tecniche elevate, come membrane in mylar, colle speciali, acciaio ecc. 

C’è differenza tra le varie tipologie di legno, pelle e metallo da utilizzare? 
La differenza dei materiali usati e la tipologia di costruzione fanno la caratteristica di ogni singolo tamburo a cornice. 

Da cosa dipende la scelta dei diversi materiali? 
La scelta dei materiali è dettata spesso anche dall'artista che userà lo strumento. Solitamente un tamburo nasce dal dialogo tra me e il musicista che lo richiede. Si crea una sinergia tra la mia esperienza di costruttore-suonatore e le esigenze del musicista stesso. 

Ci puoi parlare delle varie fasi e delle tecniche di costruzione? 
Le fasi di costruzione sono troppe da descrivere. Una delle più importanti tecniche di costruzione penso sia quella maggiormente vicina alla tradizione, anche per la sua semplicità. È quella che io seguo quando tengo i corsi di autocostruzione, in cui gli iscritti realizzano un tamburo sotto la mia guida nell'arco di una giornata. Si parte da un cerchio calandrato (fascia di legno piegata in modo circolare) che solitamente veniva usato per la costruzione di setacci o di forme per il formaggio. Facilmente si realizza la cornice, poi vengono fatti i fori per i sonagli e infine si monta la pelle di capretto o capra che è stata precedentemente ammorbidita in acqua pulita (rinverdita). Mentre la pelle montata viene lasciata asciugare si preparano i sonagli con latta di ferro di recupero: praticamente i sonagli vengono tagliati con forbici da lattoniere, poi vengono forati, a volte bruciati per conferirgli colore e suono diverso e poi vengono montati con semplice filo di ferro. 

Che tipologia di tamburello costruisci? 
Solitamente tutto quello che mi chiedono, ma gli articoli che vanno di più sono i tamburi tipici italiani, da quello tradizionale che è anche quello meno costoso a tamburi accordabili di ultima generazione, ma sempre di foggia tradizionale. 

Ci puoi parlare del mercato e delle forme di commercializzazione dei tuoi tamburelli? 
Il mercato non è dei più favorevoli, la crisi tocca anche questi settori. In Italia pensare di fare l'artigiano in regola con questo mestiere è un suicidio, per questo la maggior parte dei costruttori è abusiva o amatoriale. Questo è un mestiere che dovrebbe essere tutelato dallo Stato con incentivi e zero tasse in modo da portare i giovani verso questo settore. Gli antichi mestieri pian piano stanno scomparendo, è storia vecchia ormai. Si riesce a vendere qualcosa grazie all'inventiva dei produttori e agli organizzatori di eventi. Infatti la maggior parte dei negozi musicali non segue moltissimo questo settore. Io ormai sono conosciuto da tanti. Conoscono e riconoscono i miei articoli, forse la caratteristica dei miei prodotti è proprio la particolarità. Io costruisco da solo ed ogni mio tamburo è realizzato da me personalmente a richiesta del musicista. Praticamente sono sempre pezzi unici. 

Che richiesta c'è da parte del pubblico? 
La richiesta è buona. Ho scelto una linea di lavorazione particolare. La maggior parte dei tamburi in circolazione ha un prezzo che varia dai 30 agli 80 euro. I miei prodotti partono dagli 80 euro. Ho scelto di lavorare su prodotti curati che mi diano una maggiore soddisfazione. Solitamente quando un musicista compra da me la prima volta poi torna di nuovo per altri acquisti, modifiche, manutenzioni ecc. 

Puoi parlarci della manutenzione dello strumento? 
La manutenzione dello strumento è facile e indispensabile, la può eseguire ogni suonatore. Solitamente spiego le basi della manutenzione e della cura del tamburo al primo acquisto. Resto comunque sempre a disposizione per chi non se la sente di intervenire direttamente, ad esempio nella sostituzione delle pelli.  

Che rapporto hai con gli altri costruttori? 
Il rapporto con gli altri costruttori è buono, la maggior parte li conosco e tanti sono amici. Spesso ci scambiamo informazioni tecniche, trucchetti e a volte si aprono collaborazioni. Ogni tanto mi sento dire che qualcuno cerca di copiare i miei articoli, ma non è proprio così. I prodotti artigianali hanno la caratteristica della mano del produttore, forse qualcuno si ispira alle mie produzioni, ma la fattura artigianale rimane sempre netta e ben riconoscibile. Ho amici suonatori che costruiscono ed hanno anche acquistato miei tamburi, così come anche io ho tamburi di altri costruttori.


Ciro De Rosa e Salvatore Esposito