Lorenzo Bertocchini – Bootcut Shadow (Autoprodotto)

Fondatore e guida della band varesina Apple Pirates con cui ha debuttato nel 1998 con “Greatest Hits”, Lorenzo Bertocchini parallamente ha coltivato un interessante percorso come solista inaugurato nel 2004 con quel gioiellino che era “Whatever Happens Next...”. Da allora ha dato alle stampe un live in proprio, “Uncertain, Tx” con gli Apple Pirates e “Heart Of Stone”, un riuscito tributo al suo personal hero Bruce Springsteen, senza contare la partecipazione a varie compilation e album tributo. Nonostante la bontà di questi lavori, nessuno era riuscito a ripetere quanto di buono aveva fatto con il suo primo disco, e questo non già per mancanza di ispirazione, ma piuttosto perché si sentiva la mancanza di un progetto di base. La navigazione a vista non si addice troppo al suo stile, così lo ritroviamo alle prese con “Botcut Shadow”, dico che raccoglie dodici brani autografi e due reinterpretazioni, che nel loro insieme compongono l’opera più compiuta e matura della sua discografia, proprio perché alla base c’è l’idea precisa di proporre un songwriting nel quale canzone d’autore e roots music vanno a braccetto. Un po’ come accadeva per il suo disco di debutto, lo ritroviamo a maneggiare con disinvoltura eccellenti linee melodiche e testi di pregio, in cui si mescola ironia e romanticismo, ma anche spaccati di vita vissuta. Inciso agli Old Tape Studio della natia Varese, il disco vede la partecipazione al fianco di Bertocchini di alcuni ospiti di eccezione come Elizabeth Lee (cori), Bill Toms (chitarra elettrica), Phil Brontz (sax), Rebecca Nystrom (piano), Eric Neal (violino) e Jennifer Sofia (voce). Sin dalle prime note dell’iniziale “Cowboy” si comprende sin da subito come la scrittura del cantautore varesino abbia raggiunto la completa maturazione, ma soprattutto si sia affrancata dai modelli springsteeniani a lui sempre cari per indirizzarsi verso una dimensione più personale. In questo senso vanno citate la trascinante “That White Dress”, il divertante folk di “What`s Your Grandma Doin` In The Car With You And Me” e quel gioiellino che è “Talkin’ Mood” in cui brilla il piano di Luca Fraula e il controcanto di Elizabeth Lee. Il disco riserva alcune belle soprese come le due riletture di “Coffee Break” di Will T. Massey e di “Workin’ At The Car Wash Blues” dell’indimenticato Jim Croce, o la divertente “The Flu” e la ballata “4 In The Morning” in cui spicca al controcanto spicca la voce di Giulia Millanta. Vertice del disco è la splendida ballata “I Remember” cantata in duetto con Jennifer Sofia, nella quale si apprezza oltre alla eccellente struttura melodica del brano anche un ottimo testo. Chiudono il disco altri due brani molto interessanti ovvero il country-soul di “More And Less” e la rock ballad “On A Night Like This”, in cui scintilla la chitarra knopfleriana di Alessandro Talamona. Se siete curiosi di ascoltare un po’ di roots music d’autore made in Italy, dovete passare da queste parti, Lorenzo Bertocchini ci ha regalato un disco con i fiocchi, che non mancherà di entusiasmare gli appassionati della musica d’oltreoceano.

Il disco può essere ascoltato in streaming   per intero a questo indirizzo: http://lorenzobertocchini.bandcamp.com/



Salvatore Esposito