Giovanni Seneca – Errando (Rara Records)

Apprezzato chitarrista e compositore, Giovanni Seneca vanta un rigoroso percorso formativo che lo ha condotto ad essere tra i docenti dell’Istituto Di Alta Formazione Artistica e Musicale “G. B. Pergolesi” di Ancona, e in parallelo una pregevole produzione discografica tra cui spiccano l’eccellente “Per Aspera” e “Serenata Mediterranea” inciso con la FORM String Orchestra. A distanza di tre anni da quest’ultimo, il chitarrista napoletano torna con un nuovo album “Errando”, questa volta inciso in solitaria, che raccoglie quindici composizioni strumentali per sola chitarra, da lui composti ed incisi utilizzando tre chitarre speciali, ovvero una chitarra classica del 1971, una flamenca del 2005 e una battente realizzata in Italia, che esaltano le sfumature di ogni brano. A differenza del precedente in cui Seneca si confrontava con un orchestra, questo disco nasce intorno alle sue chitarre, che diventano un’estensione della sua anima, dei suoi pensieri e delle sue emozioni. Quasi fosse un diario sonoro, il disco ci offre l’opportunità di toccare con mano l’ispirazione del chitarrista napoletano, scoprendo così i luoghi dei suoi viaggi, le persone incontrate e le melodie scoperte in altre culture. La scrittura di Seneca, è così osmotica, accogliendo influenze, colori, e atmosfere diversificate, che spaziano dalla musica classica alla world fino a toccare il folk. Durante l’ascolto si spazia, infatti, dalle sonorità latine della sinuosa “Approdo Latino” alla trascinante “Traum Fabrik” fino a toccare i colori pastello di “Brina”. Non mancano spaccati in cui più incisive si fanno le trame world come nel caso di “Creta” o della fascinosa “Taksim” che ci aprono ad un viaggio nel Mediterraneo (Mare Aperto) che si conclude con il ritorno alle coste italiane con “Nel Cuore La Taranta”. Il vertice del disco arriva sul finale con le splendide “Planare”, “Quando Il Vento Tace” e “Per La Strada”, tre composizioni dense di poesia, in cui la chitarra disegna intarsi sonoro di cristallina bellezza. Se con i dischi precedenti avevamo ammirato la capacità di Giovanni Seneca di dialogare con altri musicisti, in “Errando” invece scopriamo la sua abilità nel muoversi sul piano della ricerca tra linguaggi musicali differenti, facendo emergere linee melodiche e accenti timbrici di rara bellezza ed originalità. 



Salvatore Esposito