Dodo Reale – Dodology (Autoprodotto)

Complice un viaggio in Angola nel 1999 e la scelta di viverci in pianta stabile fino al 2005, Fabrizio Dal Borgo ha intrapreso un personale percorso artistico che lo ha condotto negli anni a dare vita ad originale stile cantautorale, l’afroindiepop, un soulshaker dove si mescolano rock, reggae, canzone d’autore, musica popolare e samba in una babele sonora di grande suggestione. E’ nata così l’idea di farsi chiamare Dodo Reale, uno pseudonimo che ben presto è diventato anche sinonimo di una sorta di collettivo aperto nel quale Dal Borgo, partendo dalle sue canzoni composte prevalentemente in Africa, si confronta con musicisti di varie estrazioni artistiche. A sei anni di distanza dall’apprezzato disco di debutto “Les Nations Unies”, che gli ha consentito di esibirsi al fianco di artisti del calibro di Modena City Ramblers, Cisco, Ginevra di Marco, Cesare Basile, e Francesco Magnelli, Dodo Reale ritorna oggi con “Dodology”, album che raccoglie non solo dieci nuovi brani in una curata confezione digipack, ma che racchiude al suo interno anche una ristampa del suo primo lavoro, offrendoci una panoramica completa su quello che il suo immaginario musicale. Partendo dall’ascolto proprio del disco di debutto si ha modo di apprezzare come il suo songwriting, muovendosi dalle coste del Mediterraneo a quelle dell’Africa e toccando in fine il Sudamerica, esplori un linguaggio musicale originale nel quale la contaminazione diventa dialogo tra culture differenti. Le Nazioni Unite di Dodo Reale sono il sogno utopico di un mondo senza confini, senza bandiere, cantato sui ritmi in levare del reggae come quelli sinuosi della samba, il tutto condito da testi caratterizzati dal tema della denuncia sociale. Complici di questa sua prima avventura sono artisti del calibro di Dudu Morandi dei Modena City Ramblers e Jessica Lombardi di Fiamma Fumana, che contribuiscono ad arricchire alcuni dei brani. Vendendo più direttamente a Dodology, il suo nuovo album, si comprende come Dodo Reale abbia allargato il suo percorso di ricerca, aggiungendo ulteriori ingredienti al suo stile musicale, così tra brani cantati in italiano, portoghese e spagnolo, troviamo anche quella piccola perla che è “Mondaris” dedicato alle mondine, e che in un certo senso segna un ritorno a casa e alle radici della sua terra. Composto tra l’Italia e l’Angola e registrato tra Bologna e la nativa Sassuolo, il disco raccoglie dieci brani nei quali è lui stesso a farsi carico di suonare mandolino, chitarra, basso e percussioni, mentre ad accompagnarlo nei diversi brani troviamo Barbara Morini (basso), Massimo Gilioli (basso), Matia Crepaldi (batteria), Valentina Medici (voce), Gloria Mantovani (voce), Enrico Pasini (tromba), Paolo Pugliese (tastiere), Maurizio Mancini (tastiere) e Leonardo Ronchetti (digeridoo). Durante l’ascolto piacciono l’iniziale “Landy Of Planty”, che evoca nelle sonorità il folk-rock inglese, la trascinante “Road To Sion” ma anche le suggestive “Loco”, che ammicca a certe sonorità che rimandano ai Lou Dalfin e “Ogna Miha Mae”. Vertice è però la conclusiva “Life In A Day”, una ballata acustica dalla melodia cristallina su cui si intrecciano le voci di Fabrizio Dal Borgo e quella di Gloria Mantovani. Il cantautorato world di Dodo Reale rappresenta dunque una bella sorpresa per la scena musicale italiana, che si spera, si accorga presto del suo talento. 


Salvatore Esposito