Terraròss – Tarantella Dell’Incerto (Stranamente Music/Puglia Sound Recording)

Attivi da qualche anno e con alle spalle già un disco, l’apprezzato “Na Sunète Fore La Marinare”, i Terraròss sono un gruppo di suonatori e menestrelli della Bassa Murgia, guidato da Dominique Antonacci (voce, tamburelli, percussioni, cassa, udu, cori), e composto da Ana Rita De Leo (voce, tamburello e cori), Vito Gentile (fisarmonica, cori), Giuseppe De Santo (voce, chitarre, chitarra battente, cori), Antonio De Santo (voce, tamburello, cori), Biagio De Santo (cupa cupa, castagnole, cori), Nicola Mandorino (mandolino, chitarra, cori), Giuseppe D’Amati (chitarra, cori), Giuseppe D’Amati (chitarre, cori), e Carlo Porfido (violino). Accomunati dalla passione per la musica della loro terra, il gruppo pugliese ha inteso non semplicemente puntare alla riproposizione di materiali tradizionali ma anche produzione di composizioni originali, che in qualche modo avessero un riflesso più attuale. Un modo insomma per far rivivere nel presente i suoni del passato, riscoprendo la vera natura della musica popolare, ovvero quella del ballo ma anche quella della denuncia sociale. Il loro nuovo album, “Tarantella Dell’Incerto” si compone di dieci brani, di cui ben nove originali firmati da Giuseppe De Santo e Dominique Antonucci, che nel loro insieme rappresentano una sorta di inno al lavoro, agli sforzi per vincere la battaglia che ogni giorno siamo chiamati ad affrontare e alla lotta per realizzare i propri sogni. Ad aprire il disco è un canto di lavoro alla stisa “‘U Sudor Du Fattor”, un brano quasi improvvisato che si dipana attraverso un botta e risposta tra due voci. Segue poi il brano che da il nome all’album, una tarantella cantata in italiano e caratterizzata da un testo che mescola denuncia sociale, satira politica, e spaccati della società attuale con i suoi problemi e le sue contraddizioni. Si passa poi alla pizzica con la travolgente “Pizzica Dolcemorso” realizzata da Vito Gentile che fa da perfetto apripista per l’esilarante “La Fressole”, rielaborazione de “La Bicicletta” di Matteo Salvatore. Se il canto di lavoro “All’Alì” è un tammuriata dedicata alla raccolta delle olive, “U Paise Addò So Nete” ci conduce al senso di appartenenza al proprio paese di origine con il suo fascino, il suo spettegolare, il bianco e il nero che appartiene ad ogni luogo. “Sime Briganti” apre invece uno spaccato sui briganti di oggi, ovvero quelli che lottano per una società migliore, mentre la successiva “‘Na Sere Fubbe Criuse”, ci riporta a tematiche più leggere e divertenti. Completano il disco “Quand Ié Bèlle a Fè L’Amore”, una bella ballata d’amore e “Pizzica A Santu Paulo” che dalla Bassa Murgia ci conduce nel Salento. Mescolando riflessioni profonde a brani divertentissimi, “Tarantella Dell’Incerto” è un disco di artigianato sonoro, onesto, sincero e senza fronzoli, che non mancherà di entusiasmare quanti vi si avvicineranno. 


Salvatore Esposito