Mino De Santis – Caminante (Ululati/Lupo Editore)

Cantautore ironico e pungente, Mino De Santis rappresenta un piccolo caso musicale nel Salento, e non solo perché ha debuttato alla tenera età di quarantacinque anni con il sorprendente “Scarcagnizzu”, ma anche per il fatto di essere partito praticamente dal passaparola degli amici, che lentamente hanno cominciato ad affollare sempre di più le serate in cui c’era lui e la sua chitarra e magari un bicchiere di vino. Un cantautore vecchio stile, insomma, istintivo, diretto, sincero fino all’osso. A meno di un anno di distanza dal suo debutto, lo ritroviamo con un nuovo album, “Caminante”, disco che mette in fila altre sue dodici canzoni, già note per coloro che hanno avuto l’opportunità di assistere ai suoi concerti. Si dice, infatti, che il suo repertorio sia davvero molto ricco e che di canzoni ne abbia ancora tante da poter mettere in fila un altro paio di dischi senza troppa fatica. Complice anche il debutto della neonata collana discografica Ululati di Lupo Editore, è nato questo nuovo album, inciso dal cantautore di Tuglie, con l’aiuto di un ottimo gruppo di musicisti ed ospiti composto da Pasquale Gianfreda (basso), Dario Muci (voce), Gaetano Carrozzo (trombone e grancassa), Emanuele Coluccia (fiati), Vincenzo Grasso (clarinetto e piatti), Nazzario Simone (percusioni), Mauro Semeraro (mandolino), Pantaleo Colazzo (fisarmonica), Mario Perrotta (voce) e il gruppo di Pie Donne ovvero Cristina Venneri, Carmelita Cavalera, Mafalda Cosi e Maristella Gaetani. Rispetto al disco precedente la formula e le ispirazioni sono rimaste praticamente invariate, stesse figure, stessi protagonisti delle canzoni, e stesse tematiche, quello che è cambiato sono gli arrangiamenti più ricchi dal punto di vista strumentale, che fanno da cornice alle trame acustiche delle varie composizioni. Al centro delle canzoni di Mino De Santis c’è il Salento, quello lento lento, cantato in Scarcagnizzu ed è proprio con un accenno a Salentu Lentu Lentu che si apre questo suo nuovo disco, si prosegue con “Sempre In Viaggio” in cui ritorna il tema dell’emigrazione dei meridionali verso il Nord, e la Lombardia in particolare, già cantato in “Vanne alla Svizzera” ma questa volta lo sguardo è rivolto verso il disagio del ritorno a casa. Ritorna anche la carrellata di personaggi de “La Festa Patronale” ne “La Prucissione”, mentre del tutto nuovo è il tema de “La Zoccola” che racconta di “chi l’amore lo fa per professione” e che per certi versi la si potrebbe definire la nuova “Bocca di Rosa” ma in salsa salentina. Se “Lu Mbriacu” rispecchia “L’Ubriaco” di Francesco Guccini, più pungente e divertente è “Nobili e Cafoni” cantata in duetto con Dario Muci. Il vertice poetico del disco risiede però nell’intensa ed introspettiva “Unnu Pici”, una riflessione sulla caducità della vita e sulla vecchiaia, tuttavia il brano più divertente è “Lu Fidanzamentu”, che racconta una lita furibonda durante una festa di fidanzamento, con insulti, botte e un sorprendente finale perbenista. Completano il disco l’ironica ed irriverente “Lu Sacristanu”, il corteo funebre de “Lu ‘Ccumpagnamentu” e “Lu Bonacciu”, in cui De Santis canta di un sempliciotto di paese dal cuore puro ed ingenuo. Degno completamento di “Scarcagnizzu”, questo nuovo disco è un'altra bella raccolta di quelle piccole storie salentine in musica che il cantautore di Tuglie ci ha fatto conoscere ed apprezzare. 


Salvatore Esposito