Italian Sud Est, diretto da Fluid Video Crew (AnimaMundi Edizioni/Goodfellas)

Qualche anno fa quattro giovani registi salentini ovvero Davide Barletti, Edoardo Cicchetti, Lorenzo Conte e Mattia Mariani, meglio noti come Fluid Video Crew, realizzarono “Italian Sud Est”, splendido film-documentario on the road sulle tracce dei vecchi binari delle Ferrovie del Sud-Est. Pubblicato originariamente in dvd dalla Pablo Edizioni e distribuito in allegato al Quotidiano di Puglia, “Italian Sud Est” è stato di recente ristampato da AnimaMundi, in una nuova e ricchissima edizione, che al filmato originale aggiunge un ricco libretto con gli interventi degli stessi autori e di Franco Cassano, Goffredo Fofi, Silvana Silvestri, Mauro Marino, Tommaso Didimo, e da numerosi extra, come il backstage, scene inedite, la galleria fotografica e il cortometraggio "Gli Ultracorpi Della Porta", anche questo firmato Fluid. Definito all’epoca un docu-western, il lungometraggio della Fluid Video Crew, è un vero e proprio salto in dietro nel tempo, che consente allo spettatore di immergersi in un epoca che non c’è più, riscoprendo il fascino contadino del Salento. Così piccole stazioni mezze abbandonate, campagne sconfinate, dove spiccano ulivi secolari e dolmen, e carrozze di vecchie littorine, fanno da sfondo alle storie di venti protagonisti, che si raccontano attraverso le loro vite, le loro esperienze e le loro speranze, componendo un affresco corale denso di suggestioni, a metà strada tra atmosfere rurali ed oniriche. Fluid Video Crew attraverso le sue immagini è riuscita a ricomporre un tempo dimenticato, dove il ritmo è scandito dal ritmo lento del treno come dai suoni della campagna e lo spazio viene esplorato quasi a passo d’uomo, tra citazioni che rimandano a Federico Fellini, a Carmelo Bene, ma anche all’allenatore Eugenio Fascetti, già alla guida delle due principali squadre pugliesi, ovvero Bari e Lecce. ”Italian Sud Est” è dunque un atto d’amore che, supera la retorica del folklore e del Salento da cartolina, e recupera l’essenza di questa terra, fatta di colori, di suoni e soprattutto di gente comune. Dieci anni fa non c’era lo spread, la crisi, i reality non sfornavano talenti salentini, dieci anni fa era un altro mondo, un’altra epoca, ed è per questo che oggi questo docu-film acquista un importanza ancor più grande rispetto alla sua prima pubblicazione, quasi suonasse come un monito a guardarsi alle spalle, e al desiderio di ripercorrere con la stessa ingenuità e leggerezza quelle strade ferrate, alla ricerca di “visioni” di un tempo che la modernità rischia di cancellare definitivamente, solo perché in apparenza non sono necessarie. Insomma non ci sarebbe stato modo migliore per celebrare questo film, se non con una ristampa curata da AnimaMundi, che da qualche anno ormai rappresenta un vero e proprio baluardo a difesa della memoria collettiva, della genuinità dell’arte e della vita. 



Salvatore Esposito