Consiglia Licciardi – Emigrante (Phonotype Records)

Nonostante sia figura di punta nell’interpretazione della canzone d’arte napoletana dell’epoca d’oro, Consiglia Licciardi ha avuto alterni periodi di notorietà: forte visibilità mediatica accanto a Roberto Murolo tra fine anni ’80 e ’90 del secolo scorso, poi delle incisioni che ricercavano comunanze mediterranee sparse, tra fado, reminiscenze gitane e balcaniche; per non parlare di un progetto già in cantiere da anni ma non ancora realizzato discograficamente, dove la melodia napoletana incontra le sonorità irlandesi. Pubblicato dalla storica etichetta locale Phonotype Records, “Emigrante” è un’opera a tema, come indicato nel sottotitolo: un tributo a Gilda Mignonette, la “regina degli emigranti”, icona della poesia cantata partenopea, ma anche “pioniera nel favorire il contatto tra la tradizione napoletana e i ritmi americani”, come scrive Simona Frasca in “Birds of Passage”, volume dedicato ai musicisti napoletani a New York tra 1895 e 1940, al quale rinviamo per un’analisi approfondita dell’arte canora e del repertorio di Gilda. Lei stessa emigrante, Mignonette è stata interprete dalla voce dinamica, nettamente viscerale e drammatica. Licciardi è stata spesso paragonata per stile e pathos interpretativo a Gilda, non è quindi casuale che abbia deciso di dedicare un album alla storica cantante, attrice e sciantosa, assumendo un approccio quasi mimetico che, pur non rinunciando a tratti espressivi personali, rievoca il mood, lo spirito di quelle interpretazioni, che tratteggiano le emozioni degli emigrati di cui Mignonette è stata portatrice. Ma non solo, perché un lavoro consacrato all’emigrazione non è operazione passatista, non può che rivolgersi anche all’oggi, facendo riflettere e chiamando al confronto con il fenomeno migratorio odierno. Sebbene non siamo sicuri che le due vocalità siano in fin dei conti coincidenti, riconosciamo la grande abilità della Licciardi di richiamare l’enorme forza espressiva della divina Mignonette. Sotto la direzione dello studioso Antonio Sciotti, curatore delle accurate note del booklet, nelle sedici canzoni del disco la cantante recupera un repertorio in parte poco noto, se non addirittura sconosciuto, intimamente intrecciato con i fasti della festa di Piedigrotta e con l’affermarsi dell’industria discografica. Si inizia con “A Luna ‘e Napule”, uno dei primi hit nelle Little Italy statunitensi. Anche la successiva “L’America” di E.A Mario, storia di giovani emigranti che promettono di ritornare a Napoli, fu un successo, nell’interpretazione di Laura Colombo prima e di Ria Rosa poi, prima di essere ripreso dalla Mignonette. Come in tutti i repertori d’emigrazione registro melodrammatico (“Figlio nun mannà dollare”) ed ironico (“Voglio cagnà Paese”) si alternano; si ritrovano nostalgia (“Terra mia” e “Sempre Napule”), amore, passione e tradimento (“Voglio cagnà paese”, “A Napule m’aspetta”), stereotipi che si lasciano e si trovano (“L’Americana ‘e Napule”, “Ll’estero”). “’A meglia voce” ebbe enorme popolarità, propiziata dalla carnalità e passionalità canora della Mignonette, i cui cambi di registro vocale sono ripresi efficacemente da Consiglia nella storia di emigrati napoletani in attesa apprensiva di nuove canzoni dalla madrepatria. Non mancano una canzone notissima, epitome dell’emigrazione, come “’A Cartulina ‘e Napule”, e una canzone estranea al repertorio di Gilda (scomparsa nel 1953, durante la traversata che dagli States la riportava a Napoli), prodotta addirittura degli anni ’70: “Carrettino Siciliano” portata al successo in USA da Tony Bruni. La voce di Consiglia si muove agilmente tra gli arrangiamenti, improntati ad una classicità tersa, di suo fratello Peppe (chitarra), assistito da due insigni compartecipi: Gianni Dell’Aversana (chitarra) e Salvatore Esposito (mandolino e mandola) – non il nostro! – plettrista, già con Popularia ed Orchestra Italiana di Arbore. 


Ciro De Rosa