Fairport Convention - Babbacombe Lee Live Again (Matty Grooves)

Era la fine del 1971, quando i Fairport Convention pubblicarono Babbacombe Lee, e quello era il loro contributo alla moda dei concept albums, si trattò di una vera e propria scommessa considerando anche il progressivo scemamento del loro successo, che corrispose all’abbandono del gruppo da parte di alcuni dei suoi fondatori come Ashley Hutchings, Richard Thompson, Ian Matthews e Sandy Danny. Il disco ruotava intorno a cinque suite, che raccontavano la storia di John “Babbacombe” Lee, un ladruncolo inglese vissuto in epoca vittoriana, che dopo aver cercato invano fortuna e una nuova vita nella Royal Navy, si ritrovò a lavorare di nuovo per una tale Emma Keyes, una ricettatrice ante litteram. Un giorno però la sua datrice di lavoro fu trovata brutalmente uccisa e per questo delitto venne accusato proprio Lee, e nonostante si fosse dichiarato innocente, fu incarcerato nel carcere di Babbacombe e successivamente condannato a morte per impiccagione. Arrivò poi il giorno della sua esecuzione, e in maniera sorprendente sopravvisse per ben tre volte all’impiccagione, da qui il soprannome The Man They Couldn’t Hang. La pena così gli venne commutata in ergastolo e dopo qualche anno, grazie ad una revisione del processo, fu dichiarato innocente e liberato. I Fairport Convention seguendo una lunga scia di libri e film dedicati a questa storia, realizzarono una delle loro opere più belle ed interessanti, nonostante rappresenti un episodio a sé stante nella loro discografia. A quarant’anni dalla sua pubblicazione, il gruppo folk rock inglese ha deciso di pubblicarne una nuova versione, incisa dal vivo nel corso del tour invernale del 2011. Sebbene non ci siano grandi differenze dal punto di vista sostanziale rispetto al disco dell’epoca, questa nuova versione si caratterizza per gli ottimi arrangiamenti e per l’incredibile brillantezza delle esecuzioni dei vari brani, che è bene ricordarlo non fanno parte del loro repertorio abituale dal vivo. L’ascolto così ci restituisce il fascino e l’epicità della prima parte con eccellenti versioni di “Little Did I Think” e le due parti di “I Was Sixteen” ma soprattutto con la superba rilettura del traditional marinaresco “Sailor’s Alphabet”. Di ottima fattura è anche al parte centrale del disco in cui spiccano “John Lee” di Dave Swabrick, “Breakfast In Mayfair” e quei due gioielli che sono “Trial Song” e “Cell Song”, entrambe eseguite in modo magistrale. Il finale si apre poi con la tesa e drammatica “The Time Is Near”, a cui segue la splendida versione di “Dream Song” che ci conduce alla conclusiva “Wake Up John (Hanging Song)”, nella quel viene descritto il cammino di John Lee verso il patibolo, e che senza dubbio rappresenta il vertice del disco, nonché la sintesi del concetto di folk-rock inglese. Sebbene Babbacombe Lee Live Again, nasca con un mero intento commerciale e come sorta di souvenir per gli hardcore fans, ascoltandolo con attenzione si percepisce con quanta passione i Fairport Convention approccino il loro immenso repertorio nonostante siano passati quarant’anni, e non abbiano più bisogno ne di conferme ne di successo. Il messaggio che ci giunge è dunque molto chiaro, questi ragazzi hanno ancora voglia di suonare, e suonare bene, con la stessa passione e l’entusiasmo di un tempo, a noi non ci resta che ammirarli e apprezzare la loro arte. 


Salvatore Esposito