Tre Martelli - Cante 'r Paroli (Felmay Records)

Nato nella primavera del 1977 ad Alessandria, il progetto Tre Martelli, nasce dal comune intento di tre componenti del gruppo jazz-rock Angostura di dare vita ad un percorso nuovo che mirasse ad esplorare la musica acustica partendo dalla musica medioevale e rinascimentale fino a toccare le sonorità tradizionali del Piemonte . Complice il furto degli strumenti e dell’impianto di amplificazione degli Angostura, il trio diventato successivamente un sestetto, cominciò a lavorare su un repertorio del tutto nuovo basato sulla ricerca etnomusicale compiuta in Piemonte dall’Associazione Culturale Trata Birata. L’anno successivo uscì il loro primo demo-tampe “Danza di Luglio” a cui seguì nel 1982 il loro debutto discografico “Trata Birata”. Composto da Renzo Ceroni (bassetto, chitarre), Enzo G. Conti (fisarmoniche diatoniche, armonium), Paolo Dall’Ara (cornamuse, musette 16’ e 20’, flauti, piffero, takenette), Matteo Dorigo (ghironda) e Andrea Sibilio (violino, mandoloncello, contrabbasso, mandolino, percussioni, carillon, voce), il gruppo nel corso di oltre trent’anni di attività ha esplorato in lungo ed in largo la tradizione musicale piemontese, e pur seguendo le varie tendenze del folk-revival italiano ed europeo è rimasto sempre adeso all’alveo delle radici lasciando immutato l’originario approccio acustico alla riproposta. A distanza di sette anni dall’ottimo “Tra Cel e Téra” del 2005, i Tre Martelli tornano con un nuovo album "Cantè 'r Paròli", che rappresenta una doppia celebrazione non solo dei loro trentacinque anni di attività ma anche dei novant’anni di Giovanni Rapetti, artista, disegnatore, scultore e poeta, le cui poesie musicate a partire dal 1995 hanno sempre impreziosito i dischi del gruppo, e al quale hanno voluto adesso dedicare un intero disco. La potenza lirica e la profondità dei testi del poeta piemontese, è imbevuta della tradizione orale e ne rappresenta la prosecuzione contemporanea, infatti la sua produzione scandaglia la memoria contadina del piemonte, e non è un caso che sia stato definito come “il bardo di Villa del Foro”. Inciso ad Alessandria tra il 1994 e il 2012, il disco raccoglie diciassette testi di Giovanni Rapetti, musicati da Andrea Sibilio, a cui si aggiungono i due strumentali “Mazurca Da Vila” e Doi Pass Ant L’Erba (Scottish-Valse)”, incisi con la partecipazione di alcuni ottimi strumentisti come Mathieu Aymonod (piffero), Cesare "Cizdra" Campanini (fisarmonica a piano), Aldo Carpanelli (piano digitale), Gianni Coscia (fisarmonica cromatica), Stefano "Stefanino" Faravelli (piffero), Elisabetta Gagliardi (pianoforte), Fernando Raimondo (ghironda), Marco Sardi (fisarmonica a piano). Ad impreziosire i vari brani ci sono poi le voci di Liliana Bertolo, Elisabetta Gagliardi, Paolino Marchelli, Vincenzo “Chacho” Marchelli, Gastone Pietrucci, Betti Zambruno e dello stesso Giovanni Rapetti, che si alternano al canto. Ad aprire il disco è la splendida voce di Betti Zambruno che interpreta magistralmente “Ra Memòria Dra Steila” un brano, profondo ed intenso sul valore della memoria, che suona quasi programmatico per tutto il disco. Il racconto natalizio de “I Rèmagg” ci introduce ad uno dei vertici del disco ovvero l’evocativa “Scintille, Cenere e Brace” in cui brilla la voce “antica” di Gastone Pietrucci, e a cui segue l’altrettanto bella “Er Car Di Traslòc” cantata da Vincenzo “Chacho” Marchelli. Il disco nel suo insieme spazia da racconti di emigrazione come in “Er Paìz Dl’ Emigrant” a storie di paese come quella de “U Ciarlatan” fino a toccare piccoli e grandi drammi come quello del bambino de “Er Spen-ni Du Signur” e riflessioni personali “Paìz Der Me Paìz”. La voce di Elisabetta Gagliardi commuove poi nella dolcissima “Ninna Nanna Per Adele” mentre quella di Giovanni Rapetti impreziosisce “Ra Cornamusa An Tani” ed “El Testament ‘d Barba Tani”, due toccanti reading musicati, due spooken word potenti e forti che rappresentano la più compiuta realizzazione dell’incontro tra la musica tradizionale dei Tre Martelli e la poesia del poeta piemontese. "Cantè 'r Paròli” non è semplicemente un disco, ma è piuttosto una bellissima raccolta di poesie che sposano la musica nella quale scoprire tutta la poesia che si nasconde nelle pieghe della cultura orale del Piemonte. 



Salvatore Esposito