The Piedmont Brothers Band – III (Autoprodotto)

A breve distanza dalla pubblicazione di “Hear My Brother, Live @ Sala Fontana Theatre, Milano July 6th 2011”, The Piedmont Brothers Band torna con, “III”, disco in studio nuovo di zecca, che conferma tutto quanto di buono avevano dimostrato con, “Bordertown”, il loro disco di esordio e il successivo Light Of Your Party. Interprete di un solido country rock, che affonda le sue radici tanto nei Byrds, quanto nei Flying Burrito Brothers, la band italo-americana fondata da Marco Zanzi e Ron Martin, prosegue il suo percorso musicale senza mai sfociare nella riproposta didascalica di sonorità già sentite ma piuttosto proponendo uno stile frizzante e aperto alla contaminazione con altri generi musicali come il jazz, il bluegrass e la musica old time. Registrato tra gli Stati Uniti e l’Italia il disco mette in fila ben quattordici brani tra originali e riproposizioni, incisi con la partecipazione di numerosi ospiti tra cui spiccano Richie Furay, Herb Pedersen, Jock Bartley, Rick Roberts e Patrick Shanahan. Ad aprire il disco sono due brani cardine degli anni d’oro del country rock ovvero “Full Circle” di Gene Clark e “(I Like) The Christian Life” di Charlie e Ira Louvin cantata in duetto con Richie Furay, ma è con Avalon firmata da Ron Martin che si tocca subito il vertice del disco con le sue sonorità notturne old time jazz, in cui brilla il sax di Ausonio Calò. Una frizzante versione di “Sin City” dal repertorio dei Flying Burrito Brothers, apre la strada a quel gioiellino che è “Santa Fe Rosie” scritta e cantata da Ron Martin con Rick Roberts. Di ottima fattura sono anche i due brani firmati da Marco Zanzi insieme al bandmate americano, ovvero “Haunting From The Past” e “My Chèrie”, ma è sul finale che le emozioni si fanno più forti con l’intensa ballata “This Love Will Carry” di Dougie Maclean e la lunghissima “The Highlander Suite” firmata da Marco Zanzi, che ci regala un viaggio attraverso atmosfere irish. III conferma tutta la bontà della proposta musicale di The Piedmont Brothers Band e certamente si pone come uno dei dischi country rock più interessanti del momento, reggendo perfettamente il confronto con le produzioni di oltreoceano. 


Salvatore Esposito