Luca Colella – Storie Dell’Altra Guancia (Controvento by Dodicilune/I.R.D.)

Formatosi come interprete di Fabrizio De Andrè con i Mauvasie Réputation, Luca Colella è un cantautore salentino che giunge al suo debutto discografico con “Storie Dell’Altra Guancia”, disco che fanno seguito a diversi brani pubblicati in proprio su myspace, e che gli hanno consentito di farsi conoscere. Dotato di una voce intensa e molto vicina per timbro a quella del cantautore genovese, e di una scrittura originale e profonda, Luca Colella per la realizzazione di questo disco ha voluto intorno a se oltre al suo mentore musicale, Donatello Pisanello (armonica, mandola, organetto) alcuni eccellenti musicisti salentini come Ambrogio De Nicola (chitarra classica, elettrica), Daniele Vitali (pianoforte, synth, hammond), Angelo Urso (contrabbasso), Francesco Pellizzari (batteria, percussioni), Rachele Andrioli (cori) e Pierpaolo Caputo (viola da gamba), che hanno contribuito in maniera determinante alla riuscita di questo album. I dieci brani presenti nel disco compongono una sorta di concept album dedicato a coloro che hanno offerto l’altra guancia alla vita, e che hanno accettato di perdere solo dopo aver dimostrato amore e dignità. Nella poetica del cantautore salentino c’è l’amore incondizionato per la sua terra, e il rispetto profondo per quell’etica contadina, che la nostra società ha volontariamente dimenticato a favore di una prepotenza a tutti i costi. Ascoltando le sue canzoni emergono così personaggi che rimandano non al concetto di ultimi di Fabrizio De Andrè, ma piuttosto a figure quasi eroiche come i Cinquecento Martiri di Otranto cantati nel brano di apertura, o gli immigrati in fuga dalle loro terre contrapposti ai protagonisti di un reality in “Sotto La Voce Naufragio”, o ancora la storia di Frà Pantaleone, il cui magnifico mosaico impreziosisce il duomo di Otranto, cantata ne “Il Tragitto del Monaco”. Colella però non si solamente limita ad una carrellata di ritratti, ma piuttosto predilige uno storytelling evocativo in cui le parole dipingono immagini poetiche ora di grande forza come nel caso di “Porta D’Oriente”, ora ancora descrizioni suggestive come in “Danza Contadina” e “Retaggi”, ma è con la toccante Valzer del Novecento, ispirata dal film Novecento di Bernardo Bertolucci che si tocca il vertice del disco. Ad impreziosire il tutto ci sono ovviamente gli eleganti arrangiamenti acustici in cui spesso la chitarra si intreccia ora con l’organetto ora con la viola e il piano, il tutto supportato da ritmiche e timbri eleganti e raffinati che forniscono una perfetta cornice sonora per la voce di Colella. Abbandonando completamente il paragone con Fabrizio De Andrè, che per altro non gli renderebbe affatto giustizia classificandolo come ennesimo clone del genovese, Luca Colella con Storie dell’Altra Guancia dimostra di avere stoffa ed esperienza per meritarsi un posto di rilievo nella schiera del cantautorato italiano, e questo soprattutto per l’originalità della sua scrittura che si svela lentamente ascolto dopo ascolto. 



Salvatore Esposito